Giro d’Italia 2022: #rispettiamoci , la campagna di sicurezza stradale di ACI in occasione della tappa Sanremo-Cuneo. “Per sensibilizzare automobilisti e ciclisti”

Cultura e manifestazioni

La campagna per la sicurezza stradale #rispettiamoci – promossa da ACI durante il Giro d’Italia, per indirizzare verso i corretti comportamenti di guida, specie quando gli automobilisti incontrano chi pedala o i pedoni – giunge alla sua quarta edizione.

Quest’anno sono previsti uno spot tutorial sulla sicurezza, durante la diretta del Giro d’Italia, e la raccolta di testimonianze nelle sedi di partenza e arrivo di tappa da parte di opinion leader, ciclisti professionisti e leggende del ciclismo nazionale che verranno postate sul portale ufficiale del Giro (https://www.giroditalia.it/).

Al contempo, la diffusione è assicurata dai canali web (http://www.aci.it/) e social di ACI, oltre che da una newsroom per in-formare i media locali sui numeri degli incidenti nei Comuni e nelle Aree Metropolitane che in questi anni ha sensibilizzato gli automobilisti e i ciclisti sulle regole da rispettare.

I numeri degli incidenti stradali invitano a riflettere sulla sicurezza delle nostre strade, in particolare a tutela dei ciclisti, dei pedoni e della micro-mobilità in costante crescita. I dati a disposizione riguardano il 2019, anno oramai definito pre-pandemico, e il 2020, l’anno della pandemia da Covid-19, in cui si è registrata una forte diminuzione del traffico e degli spo-stamenti, dovuti al lockdown totale e parziale. Nella loro differenza di parametri il 2019, il 2020 e il 2021 (seppur non ancora pienamente elaborato statisticamente) rappresentano un focus interessante per porre le basi per una maggiore prevenzione degli incidenti.

Nel 2019 abbiamo assistito a un leggero incremento nelle percorrenze medie annue, con un aumento del 5,6% rispetto al 2018. La vendita di biciclette e di ebike nel 2019 è aumentata del 7% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alla diffusione proprio delle ebike, da sole cresciute del 13% (passando da 173mila a 195mila pezzi venduti, con 1,713 milioni di unità in totale).

Aumenta anche l’uso di altre forme di micromobilità elettrica, in particolare i monopattini (+100.000 in uso in Italia), che ai fini della circolazione stradale sono stati equiparati alle biciclette (legge 160 del 27 dicembre 2019). Tutto questo però è stato inaspettatamente ed improvvisamente superato nel 2020, con l’arrivo della pandemia da Covid-19 che ha letteralmente stravolto le abitudini di tutti, con forti ripercussioni sulla mobilità che continueranno a protrarsi nel prossimo futuro.

Si assiste ad una forte ascesa della bicicletta come mezzo di trasporto: nel 2020 le vendite hanno raggiunto più di 2.000.000 di pezzi, con un aumento del 17% rispetto al 2019, mentre le vendite di e-bike sono aumentate addirittura del 44%.

Tra i motivi dell’incremento gli incentivi governativi all’acquisto delle bici, ma anche la “necessità di distanziamento” e la “paura di assembramenti sui mezzi pubblici” dovuti alla pandemia. A ciò si aggiunga l’impressionante numero di monopattini elettrici venduti nel 2020: 125.000 (+140%) solo nei primi sette mesi dell’anno. La ricerca condotta da ISFORT mostra come nel periodo post-lockdown (18 maggio-15 ottobre) sia aumentata la quota di mobilità dolce (popolazione che si sposta a piedi, in bicicletta o in monopattino: +11%) a discapito di tutti i mezzi motorizzati, ma soprattutto del Trasporto Pubblico Locale.

In questo contesto, in cui la mobilità ha subito una battuta d’arresto come mai si era verificato prima, un ritorno positivo è sicuramente dato dalla diminuzione di incidenti stradali, dovuta alla minore esposizione al rischio. La prima metà del 2021 evidenzia il recupero della quota modale dell’auto, ormai ai livelli pre-Covid, rispetto alla mobilità dolce, in riassestamento dopo la grande crescita del 2020. Anche dal mercato provengono gli stessi segnali: dopo un boom di vendite di biciclette nel 2020, il mercato complessivo nel 2021 ha segnato una flessione del 2%, pur essendo aumentate le vendite di e-bike.

Per quanto riguarda l’incidentalità, da un’analisi sui dati della Polizia Locale dei grandi Comuni disponibili, si registrano valori pressoché stabili rispetto al 2020 o al più in lieve aumento, soprattutto nell’ultimo trimestre. L’aumento delle velocità durante, inoltre, la pandemia è stato registrato in tutti i principali Paesi europei. Da considerare anche l’aumento delle sanzioni elevate ai ciclisti, in relazione al maggior uso di questo mezzo.

Sicurezza stradale: i dati di Aci in provincia di Imperia

In Provincia di Imperia, nel 2020, si sono registrati 710 incidenti stradali, dei quali ben 52 in condizioni di pioggia, che hanno causato il decesso di 10 persone (9 uomini e una donna), rispetto alle 11 morte nel 2019 (dato in calo anche nel solo Comune di Sanremo: da 4 a 1). Quasi la metà degli episodi (4) si sono verificati su strade urbane, mentre tre sono avvenuti in orario notturno.

Per quanto concerne gli utenti vulnerabili della strada, invece, ben 35 biciclette, una bici elettrica e un monopattino sono stati coinvolti in incidenti gravi nel corso dei dodici mesi. I pedoni investiti sono stati 114, dei quali due hanno perso la vita. Fonte ACI-Istat

“Siamo lieti di sostenere come ACI il Giro d’Italia e di presenziare alla tappa sanremese di questo vessillo dello sport e del ciclismo – ha dichiarato Sergio Maiga, presidente dell’Automobile Club del Ponente Ligure -. Il ciclismo è uno degli sport più diffusi nel nostro territorio ed è sicuramente uno sport sostenibile a 360°: a livello ambientale, per il benessere fisico, per la socializzazione e anche sotto il profilo economico.

L’AC del Ponente Ligure ha da sempre soste-nuto e condiviso con entusiasmo la mission della tutela della mobilità che l’ACI pratica dalla sua fondazione, ritenendo di improcrastinabile rilevanza il processo educativo in materia di sicurez-za stradale, per contribuire a raggiungere entro il 2030 l’obiettivo di diminuire del 50% le lesioni gravi e i decessi a seguito di incidenti stradali promosso dall’Unione Europea, e contribuendo, altresì, a un utilizzo condiviso delle strada tra automobilisti e ciclisti nel rispetto della reciproca sicurezza.

Da più di un decennio siamo impegnati nell’attività di formazione e, grazie alla siner-gia ACI-MIUR attraverso la piattaforma Edustrada, coinvolgiamo scuole di ogni ordine organiz-zando corsi di educazione stradale: a partire da quelli rivolti agli utenti vulnerabili, pedoni e ci-clisti, puntando sul contrasto fra comportamenti corretti e scorretti quando si è per strada. Il motto che ci piace veicolare è: “Se vuoi fare strada, dai strada”.

Nelle scuole superiori i corsi sulla sicurezza stradale vertono anche sugli effetti della distrazione, sull’uso di alcool e droghe, sull’uso delle nuove tecnologie e sugli adeguati stili di guida, per sensibilizzare fasce d’età che costituiscono purtroppo gran parte delle vittime di incidenti stradali”.