Imperia: “Noi, aggrediti da un pastore maremmano nei dintorni di Ormea”. La denuncia di una famiglia. “Tanto spavento, non c’era un guardiano”

Cronaca Entroterra

“Siamo stati aggrediti da un pastore maremmano nei dintorni di Ormea“. Questa la denuncia di una 37enne imperiese, Gloria Gorlero. I fatti sono avvenuti mentre era impegnata in un’escursione con la propria famiglia, il marito e un il figlio di appena 4 anni.

Imperia: famiglia aggredita da un cane pastore nei dintorni di Ormea

La 37enne ha affidato la sua denuncia al proprio profilo social, con la speranza che possa essere utile perché situazioni simili non si verifichino più in futuro.

“Scrivo poche righe per raccontare cosa ci è successo ieri durante la passeggiata nei dintorni di Ormea (abbiamo lasciato la macchina a Colle dei Termini e stavamo salendo su CimaFerrarine)esordisce il post –Mentre eravamo su un sentiero segnalato un cane pastore (maremmano) ci ha aggredito mentre altri 3 sono rimasti a guardia del gregge.
Ci siamo accorti della presenza di un gregge a circa 200 metri di distanza in prossimità di un cresta, a quel punto senza nessuna ragione apparente il cane in questione ha iniziato a ridiscendere la cresta in nostra direzione con fare minaccioso arrivando sino ad un paio di metri da noi ringhiando ferocemente e mostrando i denti.
È stata veramente una brutta esperienza che per fortuna è finita solo con tanto spavento perché il cane dopo alcuni secondi di faccia a faccia e dopo averlo tenuto a distanza con le bacchette da trekking e urla ha deciso di allontanarsi e tornare al gregge. Ovviamente il tutto si é consumato senza la presenza di un guardiano o di un pastore.
So che si prescrive di mantenere una condotta differente, ma sfido chiunque a seguire le linee guida quando camminando tranquillamente su un sentiero a mezza costa con un bambino di 4 anni e senza nessun gregge in vista, si viene attaccati da un cane che mostra segni inequivocabili di aggressività.
Purtroppo abbiamo trovato innumerevoli commenti e articoli che raccontano quello che sembra ormai diventato un problema comune sulle nostre montagne. Ora, per la nostra tranquillità, dovremo munirci di deterrenti per fare in modo che una situazione del genere non possa ricapitare, però basterebbe un po’ più di attenzione e professionalità da parte di chi fa della pastorizia un lavoro. Spero che la nostra storia possa servire ad amici che come noi sono ignari di questo ‘nuovo’ pericolo”.