IMPERIA. IL SINDACO CAPACCI SOCIO AL 15% DELLA SOCIETÀ CHE HA AFFITTATO I CAPANNONI ALLA TRADECO. “MA NELLE MIE TASCHE NON ENTRA NULLA”

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Fu ImperiaPost, il 22 giugno 2013, a lanciare la notizia. “È del padre del sindaco Carlo Capacci il capannone affittato dalla Tra.De.Co. Spa”.

Una notizia che fece rapidamente il giro della città. Il Sindaco spiegò: “Quando mio padre mi disse di esser stato contattato dalla Tra.De.Co per il capannone, io non ero ancora sindaco, ma comunque gli dissi che non ritenevo opportuno che lo affittasse a quella società ma lui, evidentemente, decise diversamente. Anche volendo non avrei potuto impedirgli di affittarlo e i soldi del canone non entrano sicuramente nelle mie tasche”.

Il contratto fu firmato il 7 giugno 2013, a soli tre giorni dal ballottaggio elettorale. A distanza di oltre un anno, ImperiaPost ha condotto alcune verifiche sulla società proprietaria del capannone che attualmente ospita l’officina, gli uffici e il garage della Tradeco. Si tratta della K SPA che, però, non è totalmente di proprietà del padre del Sindaco, Ciro Capacci, che detiene “solo” il 27,5% delle quote azionarie. Si tratta, piuttosto, della società di famiglia.

Le restanti quote, infatti, sono suddivise a vario titolo (27,5%, 15% e 15%) tra i familiari del Sindaco. C’è poi un 15% che appartiene alla società KC Industries Srl. Proprio quest’ultima società è per il 98% di proprietà del Sindaco di Imperia Carlo Capacci. . Il Sindaco, invece, non risulta tra i membri del cda. Ora, premesso che vi è nulla di illegale, risulta quantomeno inopportuno sotto il profilo politico-amministrativo, che un Sindaco sia socio, anche se indirettamente, di una società che ha affittato un capannone all’azienda che gestisce il servizio di raccolta rifiuti nel comprensorio imperiese e che ha sottoscritto con il Comune di Imperia, in quanto ente capofila, un appalto da 96 milioni di euro in 7 anni.

Contattato da ImperiaPost, il Sindaco Capacci ha dichiarato: “Lo ribadisco ancora una volta. Io non avevo e non ho nessun potere decisionale. Non faccio parte del cda, ne del collegio sindacale. Non ricopro nessuna carica. Avevo detto a mio padre che non ritenevo opportuno che lo affittasse alla Tradeco, ma lui fece diversamente. Non c’è nessuna divisione degli utili, dunque a me non viene in tasca niente. Gli introiti vengono depositati nelle casse della società e utilizzati per investimenti nella città di Imperia. Non avevo mai detto di essere socio? Questo lo dite voi. Io sono stufo di questa storia, cerco di fare il bene della città e vengo sempre aggredito. Come posso lavorare in questo modo?”.

Mattia Mangraviti e Gabriele Piccardo