Imperia: “I nostri figli con disabilità esclusi dal pranzo assistito a scuola”. La rabbia delle famiglie. “Discriminazione inaccettabile, pronti a vie legali”

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“Si tratta di una discriminazione inaccettabile”. Questo il grido delle famiglie dei bambini con disabilità impossibilitati ad usufruire del servizio accessorio del pranzo assistito di competenza comunale attivato in diversi plessi scolastici imperiesi dove non è previsto il tempo pieno.

Come mai? La motivazione fornita dal Comune risiede nella mancanza di personale sufficiente per garantire l’assistenza “1 a 1”, ovvero la presenza di un operatore per ogni bambino titolare della legge 104.

“Questo non giustifica l’esclusione dei bambini con disabilità – replicano le famiglie – se il Comune offre un servizio deve essere aperto a tutti, altrimenti è discriminazione”.

Imperia: “I nostri figli con disabilità esclusi dal servizio mensa”. La rabbia delle famiglie

Nel dettaglio, il bando per l‘iscrizione per l’anno scolastico 2022-2023 ai servizi scolastici accessori di competenza comunale, ovvero pranzo assistito, dopo-scuola e dopo-scuola breve, è stato pubblicato lo scorso luglio con scadenza al 31 agosto per la presentazione delle domande.

Venticinque, in totale, le richieste accettate per il pranzo assistito nei diversi plessi cittadini, mentre per alcuni c’è stata l’amara sorpresa. Diversi genitori di bambini con disabilità, infatti, si sono visti rigettare la domanda a causa della mancanza di personale sufficiente per garantire il rapporto “1 a 1”. Una motivazione che ha generato amarezza e sconcerto e che ha spinto le famiglie a rivolgersi all’Associazione La Giraffa a Rotelle per far sentire la propria voce.

“Finora sono otto famiglie le si sono rivolte a noi – spiega l‘associazione La Giraffa a Rotelle Le famiglie sono disperate perchè viene a mancare un importante servizio cruciale nell’organizzazione della vita familiare, specialmente dei genitori che lavorano e non hanno aiuti. Come purtroppo troppe volte accade, a farne le spese sono sempre coloro che hanno più bisogno.

Se il Comune offre un servizio non può discriminare una certa categoria. Nel bando del documento si legge solamente che ‘le domande pervenute potranno essere accolte compatibilmente con la disponibilità accertata dei posti nel rispetto del rapporto numerico educatori/bambini’, ma questo non significa assolutamente escludere chi è portatore di disabilità. Bisogna calibrare le risorse in modo da dare la stessa opportunità a tutti.

Se mancano i fondi e le risorse non si può sacrificare la parte più debole della popolazione, abbandonandola a se stessa. 

Per questo ci siamo attivati e se queste persone non saranno assistite adiremo le vie legali”.