Imperia: al Pronto Soccorso su richiesta del medico, 83enne attende 12 ore senza essere visitato. La denuncia della famiglia. “L’abbiamo portato via stremato”

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Più di 12 ore al pronto soccorso senza alcun accertamento. Ci siamo dovuti rivolgere alla sanità privata”. Protagonista della vicenda è un uomo di 83 anni che, nella giornata di lunedì 3 ottobre, ha trascorso quasi l’intera giornata al Pronto Soccorso di Imperia attendendo di essere visitato.

Nel dettaglio, la richiesta del trasporto in Pronto Soccorso arrivava direttamente dal medico di famiglia dell’anziano, il quale da tre giorni era soggetto a episodi di vomito. Viste le condizioni di salute precarie del paziente, poichè sottoposto negli ultimi anni a tre delicati interventi, portatore di due bypass arteriosi e operato per un’ulcera perforata lo scorso anno, il medico ha fatto richiesta per il trasporto in ambulanza presso il Pronto Soccorso.

Imperia: 83enne dopo 12 ore al pronto soccorso costretto a ricorrere alla sanità privata

Da tre giorni mio marito stava molto male e vomitava dopo i pastiracconta il figlio dell’83enne – così abbiamo informato il suo medico di famiglia che, dopo aver accertato la situazione, ha ritenuto necessario chiedere il trasporto in ambulanza presso il Pronto Soccorso.

È arrivato in Ospedale alle 10 del mattino e, dopo l’accettazione, è rimasto in sala d’attesa fino alle 18.30, senza bere o mangiare. A quell’ora è stato fatto entrare nel reparto su una barella, ma ancora fino alle 20.30 non gli erano stati fatti accertamenti o esami. Gli era stata solo misurata la pressione. Disperato ed esausto ha chiamato mia madre che, di comune accordo con il medico di famiglia, ha deciso di andarlo a prendere al Pronto Soccorso per riportarlo a casa. Era stremato.

L’indomani ha eseguito le analisi del sangue a domicilio e ha fatto l’ecografia in una struttura privata. È molto amareggiante ciò che è successo, considerando sia l’età del paziente che la situazione clinica delicata in cui si trova. La decisione di recarsi in Pronto Soccorso non è stata ingiustificata, è stata richiesta dal medico di famiglia che abbiamo contattato come prima figura di riferimento, come consigliano proprio le autorità sanitarie.

Inoltre, 12 ore è il tempo trascorso prima che lo portassimo via, non sappiamo quanto ancora avrebbe aspettato se fosse rimasto.

È inaccettabile che accada tutto questo. Ovviamente il nostro sfogo non è fatto per puntare il dito contro il personale sanitario del pronto soccorso, anzi, li ringraziamo per il duro e pesante lavoro che svolgono ogni giorno, ma è finalizzato a mettere in luce le problematiche organizzative dell’ente e della grave carenza di personale che persiste, che si riversano inevitabilmente sulla cittadinanza e su chi ha bisogno di assistenza”.