Imperia: “Ricordando Martina”, Fidapa e i genitori di Martina Rossi lanciano un bando per le scuole in occasione del 25 novembre

Attualità Imperia

In occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Fidapa BPW Italy sezione di Imperia in collaborazione con i genitori di Martina Rossi e la consigliera di parità della regione Liguria, ha istituito il bando di concorso “Ricordando Martina” in memoria di Martina Rossi vittima di un tentativo di stupro mentre era in vacanza con le amiche.

Imperia: “Ricordando Martina”, Fidapa e i genitori di Martina Rossi lanciano un bando per le scuole in occasione del 25 novembre

Il concorso è rivolto agli studenti e alle studentesse delle Scuole Secondarie di II grado del Comune di Imperia che dovranno produrre un elaborato teso ad evidenziare stereotipi e pregiudizi che sottendono forme di violenza contro le donne e che contraddicono il concetto di parità e rispetto reciproco; o a denunciare situazioni di violenza ed abuso come quella di cui è stata vittima Martina Rossi.

I lavori dovranno esprimere in maniera adeguata concetti ed azioni utili a sensibilizzare la cittadinanza contro la violenza maschile sulle donne, dando rilievo agli aspetti di carattere culturale sociale e psicologico.

Il termine per la consegna degli elaborati è il 31 marzo 2023.

La commissione di valutazione sarà composta dalla Presidente Fidapa sez Imperia, dai genitori di Martina, dalla consigliera di parità regione Liguria e da alcune socie.

Verranno selezionati tre lavori, scelti tra quelli ritenuti migliori.

I premi per i vincitori e le vincitrici saranno divisi in :

  • € 500 (1° premio assegnato dall’Associazione F.I.D.A.P.A)
  • € 300 (2° premio assegnato dai genitori)
  • € 200 (3° premio assegnato dai genitori)

La premiazione avverrà durante una giornata aperta al pubblico e alla stampa presumibilmente entro il mese di aprile.

Il progetto ha ottenuto il patrocinio della presidente nazionale Fiammetta Perrone della Fidapa BPW Italy e della presidente Rachele Capristo della Fidapa BPW Italy Distretto NordOvest.

Nel bando abbiamo voluto accogliere la testimonianza della madre: “Martina era una persona semplice, sensibile e rispettosa degli altri. Era riservata, sfuggiva il pettegolezzo ma era determinata nell’affermare le proprie ragioni e le difendeva con garbo ed ironia.

Era una giovane donna che stava affrontando la vita con una serie di progetti per il futuro: frequentava Scienze dell’Architettura al Politecnico di Milano e amava il disegno, per il quale aveva un talento naturale. Aveva solide amicizie sia nell’ambito universitario che ad Imperia e Genova, le città dove era cresciuta.

Martina è nata il 13 ottobre 1990 ed è morta a Palma di Maiorca il 3 agosto 2011, precipitando dal terrazzo del sesto piano di un albergo, nel disperato intento di sfuggire ad un tentativo di stupro ad opera di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, condannati in via definitiva il 7 ottobre 2021. Aggredita dai due, Martina si è difesa ed è stata picchiata, ha cercato di fuggire ma le è stata impedita la via di uscita dalla porta della camera. In seguito è riuscita a raggiungere il terrazzo ma è precipitata, nel tentativo di scavalcare e conquistare il terrazzo della camera adiacente. In quella stanza si trovava solo perché in attesa di poter ritornare nella propria, occupata invece dalle sue due compagne di viaggio che amoreggiavano con Federico Basetti e Enrico D’Antonio, gli altri due aretini amici di Albertoni e Vanneschi.

Durante una conferenza stampa, tenutasi nello studio del suo avvocato difensore il 10 giugno 2020, Luca Vanneschi ha risposto alle domande di un cronista dicendo che lui e i suoi amici erano “galvanizzati” da quella vacanza e si aspettavano da essa “un divertimento assoluto”. Per Basetti e D’Antonio, che hanno da subito aiutato i condannati a depistare le indagini, non si è ancora concluso il procedimento a loro carico: i due hanno preso le distanze dai condannati e il giudice ha perciò concesso loro la messa alla prova. L’udienza è prevista per il prossimo dicembre.

Ai due condannati Albertoni e Vanneschi, il Tribunale di Sorveglianza di Firenze recentemente ha concesso la semilibertà, nonostante il parere contrario della Procura Generale.

Non è accettabile che, in mancanza di qualsiasi segno di pentimento e della assoluta assenza del benchè minimo gesto riparatore, a due condannati per un reato odioso che ha avuto come conseguenza la morte terribile di una giovane donna, possa essere concessa fiducia in relazione al rinserimento nella società”.