Imperia: ex infermiere morì in un incidente stradale, chiesti 1 anno e 2 mesi di carcere per un 52enne

Attualità Imperia

Un anno e 2 mesi di carcere. Questa la richiesta di condanna avanzata dal Pubblico Ministero Paola Marrali, in Tribunale a Imperia, dinnanzi alla giudice monocratica Eleonora Billeri, nell’ambito del processo che vede sul banco degli imputati un 52enne, difeso dagli avvocati Giancarlo Giordano e Marco Andracco del foro di Imperia, accusato di omicidio stradale per la morte dell’ex infermiere Dino Bottallo, avvenuta il 18 ottobre 2018, in corso Genova, a Ventimiglia, in un tragico incidente.

Imperia: ex infermiere morì in un incidente stradale, chiesti 1 anno e 2 mesi di carcere per un 52enne

Nell’udienza di ieri si è svolta l‘audizione del perito Mario Capello, incaricato di verificare la dinamica dell’incidente per accertare eventuali responsabilità. Dall’analisi dell’esperto è emerso che vi potrebbe essere una compatibilità tra l’altezza della pedivella della messa in moto della Vespa condotta dalla persona offesa ed un graffio ritrovato sul cerchione della ruota davanti dell’auto condotta dell’imputato.

Terminata la discussione, il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna dell’imputato a 1 anno 2 mesi di carcere. Il processo è stato rinviato al prossimo 15 febbraio per le repliche e per valutare eventualmente le nuove disposizioni della Riforma Cartabia sulle pene sostitutive.

Incidente mortale: a processo 52enne, l’accusa

Secondo l’accusa, il 52enne “per negligenza, imprudenza, imperizia, in violazione delle norme in materia di circolazione stradale […] non prestando la dovuta attenzione alla guida, nonché omettendo di circolare in prossimità del margine destro della carreggiata e di agevolare la manovra di sorpasso posta in essere da Dino Bottallo, ne cagionava il decesso per ‘shock emorragico da rottura di cuore con gravi lesioni traumatico-fratturative osteoviscerali multiple secondarie ad incidente stradale’“.

In particolare, secondo l’accusa, l’imputato, alla guida di una Suzuki Swift, avrebbe occupato la parte sinistra della corsia così entrando in contatto laterale con il ciclomotore condotto da Dino Bottallo che stava effettuando manovra di sorpasso, così provocandone la deviazione della traiettoria verso sinistra e la conseguente invasione della corsia di marcia opposta, ove il conducente veniva investito dall’autovettura Opel Astra che ne provocava il decesso immediato per le gravi lesioni”.

Una tragedia causata anche, precisa il Pubblico Ministero, dalla azione imprudente della persona offesa che intraprendeva la manovra di sorpasso in presenza di traffico intenso che non consentiva di mantenere rispetto al veicolo sorpassato un’adeguata distanza laterale di sicurezza”.