PROCESSO PORTO. CALZIA E GANDOLFO, LA DIFESA DI ANNONI: “SE QUALCUNO HA COMMESSO ILLECITI, GLI IMPERIESI NON LO SAPEVANO”

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Parola alla difesa questa mattina nel corso del processo per truffa aggravata ai danni dello Stato relativo al porto turistico di Imperia.

Ha aperto l’avvocato Compagna, legale della società Acquamare, che si è soffermato in particolare sulla natura della Porto di Imperia SPA, società incaricata della gestione del porto turistico, fallita nel maggio scorso. Società pubblica secondo la Procura, privata secondo il legale di Acquamare. Essendo dunque i rapporti tra Porto di Imperia e Acquamare di natura privatistica, la società romana non avrebbe commesso alcun illecito. Per questo é stato chiesto il proscioglimento, in opposizione al PM, che aveva chiesto una multa da un milione di euro e la confisca di 50 milioni di euro.

Ha preso poi la parola l’avvocato Erminio Annoni, legale di Paolo Calzia e Domenico Gandolfo. Annoni ha parlato per circa un’ora, illustrando la trafila di tutti gli eventi che hanno portato all’individuazione della permuta 70-30 e dell’Acquamare come socio privato della Porto di Imperia SPA.

Quali artifizi e raggiri avrebbero compiuto Calzia e Gandolfo?” ha chiesto Annoni. “Hanno firmato documenti che erano condivisi da tutti. Se qualcuno ha compiuto atti illeciti, gli imperiesi certamente non lo sapevano“. Annoni ha chiesto il proscioglimento per Gandolfo (il PM ha chiesto un anno) e per Carli (il PM ha chiesto 2 anni e 4 mesi).

Infine ha preso la parola l’avvocato Alessandro Mager, legale di Carlo Conti. “Conti era socio di Imperia Sviluppo, era semmai un potenziale avversario dell’Acquamare. Aveva tutto l’interesse che l’operazione porto andasse bene. Si è trovato in una situazione difficile, nella condizione di dover tener in piedi la baracca, alle prese con un imprenditore cocciuto che voleva sempre avere ragione, che si è messo di traverso con la Commissione di Vigilanza e Collaudo. Conti ha cercato di trovare una soluzione per ricondurre alla normalità i rapporti con la Commissione. Non c’è riuscito, perché la linea adottata dall’avvocato della Porto di Imperia SPA Mauceri era incompatibile, tanto che alla fine ha chiuso i rapporti con la Porto di Imperia SPA. I suoi falsi? Non erano falsi, ma manifestazioni di opinione. Sono sue valutazioni quelle contenute nelle lettere. Valutazioni espresse in una situazione difficile, con la Commissione che prima, a marzo, concede l’agibilità provvisoria del porto turistico e a giugno porta gli atti in Procura. Ad esempio la memoria scritta consegnata alla Commissione è firmata da Conti, ma scritta integralmente da Mauceri“.
Mager ha chiesto il proscioglimento per Conti (il PM ha chiesto 4 anni e 6 mesi), così come l’avvocato Mittone per Carli.