IMPERIA. BUFERA NELL’EDITORIA LOCALE. IL DIRETTORE DI RIVIERA24 : “LICENZIATO PER NON AVER ACCETTATO UN RICATTO”

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In una nota stampa lo sfogo di Fabrizio Tenerelli e Mario Guglielmi: “Un gran bell’esempio di umanità da parte di una Chiesa che, per voce di Papa Francesco, cerca di valorizzare l’uomo nelle sue due massime espressioni che sono il lavoro e la famiglia”

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Licenziati dall’editore, (la Diocesi di Ventimiglia-Sanremo) per non aver accettato un ricatto”. Inizia così lo sfogo del direttore di Riviera 24 Fabrizio Tenerelli e del suo collega Mario Guglielmi, ormai ex dipendenti del sito di informazione online Riviera24.

Siamo stati licenziati dall’editore per non aver accettato il ricatto consistente nel rinunciare al proprio contratto di lavoro, in regola e a tempo indeterminato, in cambio di un contratto di collaborazione “capestro” che garantiva, in prima battuta, occupazione fino al 31 dicembre 2014 – con possibilità di tacito rinnovo – e come se ciò non bastasse, destinava parte dello stipendio annuale, alcune migliaia di euro, a pagare un “patto di non concorrenza” a fronte del quale si sarebbero entrambi impegnati, una volta ed eventualmente licenziati dal giornale, a non aprirne altri (giornali) o a collaborare con altri giornali, in provincia di Imperia“.

Davvero un gran bell’esempio di umanità da parte di una Chiesa che, per voce di Papa Francesco, cerca di valorizzare l’uomo nelle sue due massime espressioni che sono il lavoro e la famiglia. In un solo colpo, invece, hanno violato entrambe: il lavoro, licenziando due persone, e la famiglia“.

Ma non é tutto. Nell’ottica di una riorganizzazione aziendale necessaria per ripianare alcune situazioni debitorie, l’azienda che lascia a casa due persone – e, intanto, acquista in leasing Ipad per tutti (che nessuno ha richiesto) inserisce in azienda almeno una terza persona. Operazione quest’ultima avvenuta in concomitanza con i due licenziamenti di chi, come dall’editore stesso affermato: ‘non ha voluto allinearsi'”.

LE CONSIDERAZIONI DI FABRIZIO TENERELLI

“Nel mio caso, martedì scorso (30 settembre 2014) è successo questo: una volta giunto in redazione sono stato posto di fronte a una costrizione: “o ti licenzi e firmi il nuovo contratto o sei licenziato”. In preda a un crollo nervoso e per paura di commettere errori dettati dalla fretta ho preferito allontanarmi per qualche ora, avvisando l’amministratore delegato sul cancello della redazione. Al mio ritorno in redazione mi sono trovato una lettera di richiamo per essermi allontanato senza giustificazione. Nel frattempo, ero anche andato a fare delle foto per un servizio.

A quel punto sono stato colto da un nuovo crollo nervoso, più pesante del primo e sono stato portato in ambulanza in ospedale. Al mio ritorno, mi è stato riferito che il vescovo non aveva gradito tutto questo trambusto e ho trovato sulla scrivania la lettera di licenziamento”.

LE CONSIDERAZIONI DI MARIO GUGLIELMI

Lavoravo da 7 anni per Riviera24 e da 13 anni per la struttura informativa della Diocesi che comprendeva anche l’emittente radiofonica. In tutti questi anni l’editore ha sempre avuto fiducia nel mio lavoro e ha sempre approvato quel che facevo giorno per giorno. Posso capire i problemi economici, ma da parte dell’editore, essendo diventato padre da poco tempo, a maggior ragione ho più che mai bisogno di sicurezze per il futuro. Con un contratto a tempo indeterminato avevo determinate tutele, con un contratto da collaboratore della durata di soli 3 mesi, tutto ciò non è possibile. Ho chiesto una tutela minima della durata di pochi anni per lavorare con un minimo di serenità, ho ricevuto un aut aut: “O firmi o sei licenziato”. Tutto questo nel giro di soli 5 giorni, tra la consegna del testo del nuovo contratto e l’ultimatum definitivo. La Chiesa da sempre attenta al sociale e alla difesa della famiglia, lo è ancora di più con la guida di Papa Francesco. Reputo quanto accaduto in contrasto con il messaggio del nuovo Pontefice“.

A prescindere dalle dinamiche che hanno portato al licenziamento, la redazione di ImperiaPost esprime solidarietà nei confronti dei colleghi Fabrizio Tenerelli e a Mario Guglielmi.

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