IMPERIA. DROGA A SCUOLA: “I NOSTRI FIGLI SEGUONO UN CODICE FATTO DI GESTI E RITI DI INIZIAZIONE”/ LO SFOGO DI UN PADRE

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Imperia. Dopo l’episodio dei giovani spacciatori di droga avvenuto nei giorni scorsi dalle scuole medie e superiori di Piazz Roma, un nostro lettore ha inviato una e.mail dando, da genitore, la sua visione dei giovani studenti di oggi:

Ho un figlio di tredici anni e nella mia professione quotidiana di ragazzi ne vedo molti, e li vedo nei momenti di svago e distacco dalla famiglia, in gergo quando fanno branco. Credetemi i nostri figli non sono santi, presi singolarmente forse, ma in gruppo vige un comportamento uniformato ad un codice fatto di gesti, abbigliamento e riti di iniziazione.

Fumo ne gira e ne è sempre girato in ambiente scolastico, l’ho visto io che mi sono diplomato nel 90, figuriamoci oggi. Noi genitori abbiamo grandi responsabilità, la prima è quella di pensare che potrebbe capitare, essere preparati a conoscere i cambiamenti del comportamento dei nostri ragazzi. E poi altra cosa che io non concepisco, è che vedo nel mio lavoro minori di 14 anni con 50€ nel portafoglio. Per fare un paragone è come se io a 13 anni avessi avuto 100.000 lire in tasca nel 1984!

L’altro aspetto preoccupante è il comportamento di molte ragazze minorenni. Escono di casa in abiti tranquilli; poi dallo zaino spuntano hot-pants, pantaloni a vita bassa ed intimo a vista. Ma questo sarebbe ancora tollerabile, a parte gli hot-pants a scuola con il sedere profondamente evidenziato e per nulla occultato. Quello che preoccupa è che molte lolite si fanno pagare per cifre di denaro che variano dalla ricarica telefonica agli spinelli. Quest’estate ho seguito per alcuni giorni con mia moglie i movimenti di una lolita 13enne, che in spiaggia si dilettava in caldi incontri con coetanei (fortunatamente) in cabina. Poi abbiamo segnalato il fatto al gestore e gli incontri sono terminati, o forse hanno cambiato location.

Che dire, la scuola ha delle responsabilità per quanto accade al suo interno, ma fuori siamo noi genitori chiamati ad un impegno che però per alcuni è un fastidio. Un’ultima considerazione è relativa ai controlli; provate una volta a farli sui mezzi pubblici, vi rendereste conto di quello che gira”.