18 Aprile 2026 20:01

Imperia: processo a Scajola per il caso Maiolino. Sfilano i testimoni della Polizia Municipale: tra dettagli del sopralluogo e la famosa telefonata con Bergaminelli

Prosegue, presso il Tribunale di Imperia, il processo che vede imputato il sindaco Claudio Scajola con l’accusa di favoreggiamento personale nell’ambito del cosiddetto “caso Maiolino”. L’udienza odierna ha visto il susseguirsi di svariati testimoni del comparto della Polizia Municipale e, a seguire il procedimento in aula per sostenere il Primo Cittadino, si sono presentati svariati assessori e consiglieri comunali di maggioranza.

Caso Maiolino, i primi testimoni della Polizia Municipale

Michele Parisi, amministratore di condominio, è il primo testimone della giornata odierna ed è coinvolto nel caso in quanto si occupava della gestione del condominio San Michele, affacciato sullo spazio occupato dall’officina del signor Maiolino. A detta dell’amministratore l’area se la ricorda come incolta prima dei lavori.

Seconda testimone è invece la sovrintendente della Polizia Municipale di Imperia, Adriana Fausto, chiamata a rispondere in merito ai sopralluoghi effettuati delle forze dell’ordine nella zona. “All’epoca facevo parte dell’ufficio annonaria ed era arrivata una richiesta per capire di cosa si occupassero su quel terreno, ma abbiamo trovato tutto chiuso”. 

Una parte del terreno occupato abusivamente – spiega la dottoressa Fausto – Apparteneva a mia nipote, la famiglia Bianchi, so che hanno fatto una querela e io ho avvisato che c’era questo legame di parentela al comandante Bergaminelli e all’ispettore Paris quindi non ho proseguito con gli approfondimenti”. 

La testimonianza del sovrintendente Benvenuto: “Abbiamo ritenuto di dover interloquire con il PM”

L’udienza prosegue velocemente approfondendo vari aspetti dei sopralluoghi e il terzo testimone è il sovrintendente Claudio Benvenuto della Polizia Municipale di Imperia. “Nel 2022 ero nel nucleo Servizi Interni del Comando e ogni tanto mi venivano assegnate pratiche di edilizia o ambiente”. Nell’ambito di questa tipologia di attività rientra il controllo nell’area dell’officina di Maiolino che, nonostante un’ordinanza di demolizione e diversi interventi dei Carabinieri Forestali, a detta di Benvenuto, si trovava ancora lì.

C’erano anche diversi esposti dagli abitanti della zonaspiega Benvenuto – Che segnalavano che non solo i lavori dello stabile non si erano fermati, ma proseguivano. In prima battuta abbiamo effettuato un sopralluogo a cui era presente il signor Maiolino e abbiamo accertato che, rispetto al passato, vi erano più automezzi, ferraglie, latte…Per questo abbiamo ritenuto di interloquire con il PM Cinnella Della Porta Enrico, perché questa situazione poteva prevedere anche la presenza di altri reati di tipo ambientale”.  Il PM, visto quanto raccontato dal teste, chiese degli approfondimenti ulteriori, concentrandosi sulla questione commerciale e ambientale

Secondo quanto riportato da Benvenuto, inoltre, il signor Maiolino mostrò, oltre all’atto di compravendite, un atto in cui aveva la possibilità di costruire nella zona una tensostruttura.

Il testimone spiega poi anche diverse telefonate e rapporti tra i proprietari dell’area e alcuni membri dell’amministrazione comunale e tecnici dell’epoca. “Io stesso avevo parlato con il dottor Calzia (dirigente dell’ufficio urbanistica ndr) che aveva considerato la pratica Maiolino come conclusa perché c’era stata l’ordinanza di demolizione e che il Sindaco l’aveva già contattato per sapere proprio di questa pratica”.

Il Commissario Paris: “Il Comandante Bergaminelli ci disse della richiesta di interrompere i sopralluoghi”

Sul banco dei testimoni viene chiamato poi il Commissario Marco Paris, ufficiale di Polizia Locale del Comune di Imperia, per raccontare la sua versione sul famigerato sopralluogo del 15 giugno nell’area del signor Maiolino. “Il Comandante Bergaminelli, quando ci siamo incontrati in sede, ci ha detto che aveva ricevuto una telefonata dal Sindaco che chiedeva il perché del sopralluogo – spiega il Commissario Paris – E che ci avevano chiesto di interrompere l’attività”. 

Il tono del Comandante Bergaminelli nel raccontare questa telefonata – spiega il dottor Paris – Era normale, non ha aggiunto niente di contorno. Eravamo nel corridoio è stata una comunicazione brevissima. Io personalmente non ho mai assistito a degli scontri tra il Sindaco e il Comandante”. 

La difesa poi chiede delucidazioni in merito alla questione delle presunte ferie non comunicate del comandante Bergaminelli e chi avrebbe dovuto sostituirlo. “Io la serata del 10 luglio non ero in servizio, era prevista la festa in Piazza Dante, era rientrato anche il Comandante mi pare, io non c’ero”. 

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