Dal 16 maggio, con “The Jazzness”, Inoki firma un ritorno profondo e inaspettato: nove tracce che non inseguono le classifiche, ma la memoria. Un viaggio dentro vent’anni di rap, raccontati con la libertà e la verità di chi ha deciso di fermarsi per ascoltare.
Registrato dal vivo tra Milano, Savona e il Lago d’Orta, The Jazzness nasce dalla voglia di togliere, non di aggiungere. Senza click, senza editing, senza sovraincisioni forzate: ogni imperfezione è lasciata intatta, ogni respiro diventa parte della narrazione.
Il risultato è un suono caldo, reale, vissuto. Nessuna loudness war. Solo dinamica, spazio e verità. Le canzoni di The Jazzness sono momenti. I brani, scritti tra il 2001 e il 2021, ora assumono una nuova veste e una nuova sensibilità, senza snaturare l’anima originale. Non ci sono hit. Ci sono parole pesanti, ma battiti sinceri, ricordi vivi. Una raccolta di istanti, selezionati non per piacere, ma per restare.
“Il jazz, qui, non è solo musica. È un’attitudine. È scegliere di raccontare, senza dover urlare”.
Ed è così che Inoki si affida a un team artistico coeso formato da Zibba, Kiddo e Chryverde, per dare forma a un disco che suona come un racconto orale, come un concerto segreto nel cuore della notte.
The Jazzness è una dichiarazione poetica in un tempo digitale e preconfezionato. È il bisogno di rallentare per tornare a dire il vero.
Chi è Fabiano Ballarin, in arte Inoki
Inoki, al secolo Fabiano Ballarin, nato a Roma, ma cresciuto ad Imperia, è una delle voci più autentiche e riconoscibili della scena rap italiana. Attivo dagli anni ’90, ha saputo attraversare generazioni, quartieri e stili senza mai perdere la sua identità. Con un linguaggio crudo, diretto e poetico, ha raccontato il disagio, la strada, le contraddizioni dell’epoca, mantenendo sempre un legame profondo con le sue radici e con il valore della parola.
Dai primi passi nei centri sociali bolognesi fino ai palchi dei grandi festival, Inoki ha costruito un percorso unico, fuori dalle logiche commerciali ma sempre al centro della cultura urban italiana.
Ha collaborato con alcuni dei nomi più importanti della scena rap e non, rimanendo fedele a un’idea precisa di musica: verità, impegno, libertà.
Con 5 album all’attivo e altrettanti mixtape, colleziona oltre 2000 date nel corso della sua carriera.
Nel 2025 torna con The Jazzness, un progetto fuori dai canoni e che vuole lasciare il segno.
La tracklist di “The Jazzness” il nuovo album di Inoki
- Il Mio Paese Se Ne Frega 2025
- Vecchio Quartiere 2025
- Ripartire da Zero 2025
- Polvere di Strada 2025
- Preso Bene 2025
- Ho Visto 2025
- Medioego 2025 (feat. Mefisto Brass)
- Immortali 2025 (feat. Zibba)
- Basso Profilo 2025
Inoki racconta l’album
“Per dare vita a The Jazzness, ci siamo ritirati in uno studio immerso in un bosco, sulle rive del Lago d’Orta. Un posto fuori dal tempo. Nessun segnale. Nessuna notifica. Solo strumenti veri, microfoni accesi, e tre giorni per lasciar fluire la musica. Ogni suono è nato lì, senza basi già pronte, senza click track. Abbiamo registrato tutto live, spesso in una o due take. Come si faceva una volta. Come si fa quando ci si fida”.
“Abbiamo dormito lì. Abbiamo mangiato insieme. Abbiamo costruito un disco come si costruisce un legame: ascoltandoci“
“Quel bosco non è solo un luogo. È diventato parte del suono. Se chiudi gli occhi mentre ascolti l’album, puoi sentirlo: il legno della stanza, l’aria densa, la voce che rimbalza sui muri caldi. Puoi sentire quello che abbiamo vissuto, e non solo quello che abbiamo suonato”.
I brandi dell’album
IL MIO PAESE SE NE FREGA 2025
Pubblicata nel 2007, è una delle canzoni manifesto del rap politico italiano. Denuncia un’Italia che volta la faccia ai suoi figli, ai poveri, ai migranti, ai quartieri dimenticati.
Questa nuova versione non perde nemmeno un grammo di contenuto, ma cambia completamente la forma. Dove prima c’era rabbia frontale, ora c’è un’intensità matura, più elegante ma non meno tagliente.
Il pianoforte è protagonista, come un blues metropolitano che accompagna la voce con malinconia e tensione. Il tempo è più dilatato, il groove più raffinato, ma le parole restano pietre.
Un brano che non ha perso attualità, anzi: oggi suona quasi profetico.
VECCHIO QUARTIERE 2025
“Vecchio Quartiere” è un brano pubblicato nel 2001 all’interno del progetto “Quinto dan”.
Parla del legame con Porto Maurizio, dei cambiamenti nel tempo, dei volti familiari che non ci sono più, delle storie lasciate ai margini. Una dedica dolce amara a quel luogo che mi ha cresciuto e segnato.
Questa versione prende tutto il peso emotivo dell’originale e lo espande orizzontalmente.
Il posto è lo stesso, ma lo sguardo è diverso: meno rabbia, più comprensione.
Una canzone che non invecchia, perché tutti abbiamo un luogo che ci manca anche quando ci stiamo dentro.
RIPARTIRE DA ZERO 2025
“Ripartire da Zero” usciva nel 2005. È un brano che parla della necessità di lasciarsi alle spalle il passato, di affrontare le cadute, le crisi personali e sociali, e trovare la forza per rinascere. Raccontava delle cicatrici, ma con lo sguardo di chi non si arrende.
Questa nuova versione ha il respiro di una scena post-film: la luce è soffusa, il tempo è lento, ogni parola ha spazio per essere sentita davvero.
Una canzone che oggi suona ancora più vera, perché negli anni molti hanno avuto bisogno di ripartire. E questa versione ti guarda negli occhi mentre lo dice.
POLVERE DI STRADA 2025
È un pezzo legato alla parte più cruda e narrativa del mio percorso. Un racconto diretto del disagio urbano, del camminare per le vie della propria città portandosi dietro rabbia, sogni infranti, orgoglio e sopravvivenza. Uno di quei brani che nascono a piedi, con lo sguardo basso e il cuore alto.
Nella nuova versione, la marcia resta, ma prende la forma di un rituale tribale.
Il ritmo è incalzante, ma non frenetico: è una processione urbana. È come se la strada fosse diventata uno spazio sonoro sacro, dove la memoria si fonde con la denuncia.
Una delle tracce più potenti e fisiche dell’album.
PRESO BENE 2025
Il brano “Preso Bene” è sempre stato una piccola pausa luminosa nel mio repertorio. Un momento più leggero, ironico, che parla del godersi la vita con intelligenza e stile, senza dimenticare da dove si viene. È quel tipo di pezzo che fa sorridere con consapevolezza.
Se nella versione originale era un momento easy nel mezzo di tanta intensità, ora è un brano che respira eleganza e sostanza, una dichiarazione di identità musicale e personale.
I suoni “jazz” donano leggerezza. Una traccia perfetta per ricordare che essere “preso bene” è una scelta di sopravvivenza consapevole.
HO VISTO 2025
“Ho Visto” è uno di quei pezzi in cui ci si spoglia, si racconta, testimonia. Una cronaca personale che diventa collettiva, fatta di immagini crude, luoghi vissuti, ingiustizie osservate e portate addosso.
Non è denuncia: è memoria attiva. Un flusso di coscienza urbano, senza filtro.
Il nuovo arrangiamento trasforma questa traccia in una specie di noir musicale.
Le immagini raccontate sembrano ancora più potenti perché non vengono urlate.
Nel brano originale c’era l’urgenza del dire. Nella versione 2025 c’è l’urgenza del ricordare.
Il jazz qui diventa silenzio attorno alle parole, rispetto per chi c’era e ora non c’è più.
MEDIOEGO 2025 (feat. Mefisto Brass)
“Medioego” è un concetto forte: l’Italia – e il mondo – raccontati come un Medioevo moderno. Un’epoca buia che si ripete sotto nuove forme: disuguaglianze, ignoranza, ipocrisia.
Inoki coniuga liriche affilate con uno sguardo storico e sociale lucidissimo.
Questa nuova versione è una vera parata sonora.
I Mefisto Brass trasformano la traccia in un corteo sonoro, pieno di fiati che esplodono come cori di protesta. La batteria marcia, il groove è ipnotico, a tratti militaresco.
La voce resta dritta, potente, ma accompagnata da un clima teatrale e rituale.
È come se le parole sfilassero per strada su una banda da funerale.
I Mefisto Brass portano energia collettiva, rumore di piazza, caos organizzato. È uno dei momenti più forti e visivi dell’intero album.
IMMORTALI 2025 (feat. Zibba)
Il brano “Immortali” nasce come un tributo, una riflessione sulla perdita e sul valore delle persone che ci hanno lasciato, ma che continuano a vivere attraverso le parole, i gesti, la memoria.
È una dedica che diventa promessa: non dimenticare.
Nella versione originale era diretto, commovente e personale.
Con l’arrivo di Zibba, il brano ha preso una forma più cantautorale, profonda, dolce.
Sembra una lettera in musica letta a voce bassa, un momento intimo tra amici, tra chi resta e chi non c’è più.
Una carezza collettiva, un momento di sospensione emotiva. È il brano più emotivo dell’album, quello che rimane anche dopo l’ultimo ascolto.
BASSO PROFILO 2025
Uno dei brani più emblematici dell’avvicinamento alla fama, alla visibilità, alla coerenza.
Una dichiarazione di stile e di vita: non servono riflettori per essere veri.
È un pezzo che parla a chi sceglie di restare fedele a sé stesso, lontano dalle luci finte e dai numeri vuoti.
In questa nuova veste, il brano si svuota ancora di più.
Il ritmo è lento, la produzione minimale, quasi sussurrata. La voce è matura, consapevole, in punta di piedi.
Una riflessione notturna in solitaria.
Non c’è voglia di convincere. Solo bisogno di dire.
Perché basso profilo non significa assenza. Significa presenza senza rumore.
CREDITI
- Scritto da: Inoki, Zibba (“Immortali 2025”)
- Prodotto da: Inoki, Zibba, Kiddo, Chryverde
- Mix e master: Chryverde
- Registrato presso: Wamooz Studio, Lab22, Ursa Major Recordings
- Pianoforte, chitarre, synth: Davide “Kiddo” Angelica
- Basso, contrabbasso, synth bass: Salvatore “Messico” Lauriola
- Batteria, percussioni, elettronica: Gaetano “Kai” Alfonsi
- Fiati: Mefisto Brass (“Medioego 2025”)
- Cori: Marpek e Camilla J. Folino (“Ripartire da Zero 2025”)






