Il 16 maggio 2025, al Salone Internazionale del Libro di Torino, lo scrittore imperiese Maurizio Giordano ha presentato il suo ultimo lavoro, “Il raccoglitore di nocciole“, un romanzo che conferma la sua sensibilità narrativa e il suo acume nel rievocare atmosfere lontane nel tempo ma vicine nell’animo.
È il ritratto di una generazione, compresa tra la fine del secolo Ottocento e il primo decennio del Novecento, narrato attraverso gli occhi del protagonista, un ragazzo di diciassettenne o poco più. Un racconto avvincente che, a tratti, ricostruisce il fenomeno dell’emigrazione tra il basso Piemonte (Langhe) e la “Riviera” ligure di ponente (Oneglia e Porto Maurizio), tenendosi a distanza di sicurezza da stereotipi e narrazioni standardizzate, lontane dai luoghi comuni.
Giordano, ormai conosciuto oltre i confini della Liguria (ricordiamo il precedente libro il romanzo storico “Antoon e Paolina. L’amore proibito del pittore Van Dyck in Liguria“, pubblicato della casa editrice milanese Biblion Edizioni), ha costruito negli anni una solida reputazione come autore di romanzi storici, grazie a una scrittura colta e avvolgente, capace di restituire al lettore il palpito autentico del passato.
La sua fama non si è arrestata alle mura della sua città natale, Imperia, ma ha saputo varcare i limiti geografici per affermarsi in un panorama letterario più ampio. Con questa nuova opera, l’autore sceglie di affidarsi a Fusta Edizioni, casa editrice piemontese di riconosciuto prestigio, sancendo così un sodalizio che unisce due territori – Liguria e Piemonte – nel segno della letteratura. La decisione di rivolgersi a un editore fuori regione appare come un passo naturale nel percorso di un autore che ha sempre cercato di far dialogare la memoria dei luoghi imperiesi con l’universalità delle emozioni umane.






