ARRESTATO A IMPERIA 31ENNE CON UN MANDATO DI CATTURA EUROPEO. IN ALBANIA AVEVA SPARATO AD ALCUNI CONNAZIONALI DOPO UNA LITE/ LA STORIA

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carabinieri (46)

Nel corso della serata di ieri, 4 novembre, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Imperia, durante un controllo alla circolazione stradale hanno identificato un cittadino albanese colpito da ordine di cattura europeo. Non è il primo caso, questo, in cui i militari di Imperia portano a compimento un’operazione di questo tipo. In effetti, la scrupolosità con cui si procede ad effettuare i controlli del territorio è stata, nel recente passato (indagine The Brokers sulle truffe in danno delle Assicurazioni Rc Auto), l’arma “segreta” che in tante circostanze ha consentito di raggiungere brillanti risultati.

Anche in questo caso i militari, dopo aver fermato un Opel Corsa di colore grigio, ed aver richiesto i relativi documenti di circolazione e di guida, non senza registrare una certa insofferenza da parte del conducente, hanno dato immediato corso alle verifiche che la banca dati forze di polizia consente, scoprendo che il soggetto fermato era ricercato nel suo paese d’origine (Albania) in quanto ritenuto responsabile di tentato omicidio in concorso e detenzione illegale di arma da guerra.

A quel punto non rimaneva altro da fare se non accompagnarlo in Caserma per le operazioni di rito (fotosegnalamento) e per le notifiche del caso, per poi condulo presso la casa circondariale di Imperia dove attenderà l’estradizione verso il suo paese di origine per poter rispondere dei reati imputatigli.

K. A. queste sono le iniziali del ragazzo classe 1983, disoccupato ed in Italia dalla fine degli anni ’90, che nel mese di luglio del 2013, verso le nove di sera, trovandosi all’ingresso di un bar nella cittadina albanese di Durres, ha esploso diversi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di alcuni suoi connazionali che si stavano intrattenendo nel locale, ferendone quattro, di cui due in maniera piuttosto grave. La vicenda pare trarrebbe origine da una animata discussione che era intercorsa tra i protagonisti alcuni minuti prima proprio al di fuori dell’esercizio pubblico.

Pesanti i capi d’imputazione per cui dovrà rispondere il ragazzo una volta rientrato in Albania, al punto tale da rischiare vent’anni di carcere.