Si è concluso al polo digitale ImperiaWare di via Delbecchi l’incontro finale del progetto RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment, che ha visto protagonisti una quarantina di studenti universitari e sette aziende del territorio imperiese.
Un ponte concreto tra mondo accademico e realtà produttive locali, con l’obiettivo di portare l’innovazione digitale nelle imprese della nostra provincia. A coordinare l’incontro è stata la dottoressa Elena Sparago.
I giovani studenti dell’Università di Genova hanno sviluppato progetti concreti per sette aziende del territorio imperiese nell’ambito del programma RAISE finanziato dal PNRR
Il programma, nato dalla collaborazione tra Università di Genova e Confindustria Imperia con il sostegno del Ministero dell’Università e della Ricerca, ha coinvolto studenti provenienti principalmente dal corso magistrale in management, ma anche da ingegneria informatica, robotica e design industriale.
Sette realtà del territorio hanno aperto le porte ai giovani ricercatori, presentando sfide concrete da risolvere attraverso l’intelligenza artificiale. Permare ha puntato sul potenziamento del marketing digitale, mentre Amaie Energia e Servizi ha chiesto soluzioni per ottimizzare la raccolta differenziata.
Nel settore florovivaistico, Diemme Fiori ha sperimentato l’IA nella logistica, e l’Hotel Nazionale ha cercato strumenti per aumentare produttività e fidelizzazione clienti. Il Frantoio Venturino ha invece lavorato su un sistema per il recupero della sansa, e Latte Alberti ha puntato sulla digitalizzazione completa dei processi aziendali.
Particolare attenzione anche al settore sanitario, con la Fondazione Borea che ha collaborato per un progetto di gestione di database con dati sensibili dei pazienti.
Paolo Della Pietra – Confindustria Imperia
“Oggi qui si terrà la giornata conclusiva del progetto RISE P3 promosso dall’Università di Genova e come strumento innovativo di contatto con le aziende.
Nei mesi scorsi sette nostre aziende associate hanno presentato delle idee progettuali. I ragazzi in questi mesi hanno lavorato per rendere queste idee IN progetti veri e propri. Sono stati affinati negli ultimi giorni qua a Imperia, nei giorni scorsi presso il polo universitario e oggi presso il polo digitale qua dove siamo presenti.
Alle due e mezza ci sarà la presentazione dei pitch, i ragazzi avranno tre minuti per presentare i loro progetti alle aziende e poi sarà un momento di confronto con domande direttamente dalle aziende che hanno presentato i progetti.”
Nicoletta Buratti – Professoressa associata al Dipartimento Economia dell’Università di Genova
Questo è il giorno conclusivo di un progetto che si chiama Officine Raise, che nasce all’interno del piano di formazione di un progetto più ampio, Raise, finanziato dal PNRR.
Questo progetto in particolare si rivolge a studenti di laurea magistrale di tutti i corsi di laurea dell’Ateneo e ha raccolto una quarantina di studenti che provengono prevalentemente dal corso di laurea magistrale in management ma ci sono anche alcuni studenti che provengono da altri corsi di laurea quali per esempio ingegneria, robotica, ingegneria informatica, robotica e design industriale.
L’obiettivo è quello di formare delle competenze imprenditoriali nei nostri studenti che hanno normalmente delle competenze tecniche e accademiche su ambiti molto specifici e mancano un po’ di quell’aspetto che invece potrebbe riguardare proprio l’imprenditorialità.
Lo sviluppo di idee innovative che danno luogo anche a delle occasioni di nascita di nuove imprese. Quindi l’obiettivo di questo progetto è sostanzialmente quello, ed è anche quello però di sensibilizzarvi all’utilizzo di tecnologie quali robotica e intelligenza artificiale, progettare nuove soluzioni.
Allora, questo percorso formativo si snoda su diciamo tre giornate che sono state sviluppate a Genova, all’università e presso il Talent Garden di Genova. Queste tre giornate erano dedicate ad una formazione molto specifica su temi, come dicevo, legati all’imprenditorialità.
Però la cosa secondo me interessante è che abbiamo voluto portare poi questo progetto sul territorio imperiese e quindi in particolare grazie ad una collaborazione molto forte con Confindustria Imperia, ringraziamo quindi il dottor Paolo Della Pietra, ringraziamo anche Elena Sparago, che ci ha supportato proprio nella concretizzazione di questa idea progettuale.
L’abbiamo voluto portare qui perché ci sembrava utile far contaminare le conoscenze accademiche con quelli che erano i bisogni di alcune aziende. In particolare sono state poi individuate sette aziende dell’imperiese che hanno accettato di partecipare a queste iniziative, che quindi ci hanno messo a disposizione il loro tempo per individuare dei business needs che potessero essere risolti attraverso idee innovative basate proprio sull’utilizzo di tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale e della robotica.
Andrea Costa – Studente
“Il nostro progetto parla sostanzialmente della gestione dei rifiuti urbani nella città. Inizialmente trattiamo quella sanremese, infatti ci è stato affidato il caso di Amaie per la gestione dei rifiuti. E il nostro caso sta proprio nel riuscire a avvicinare l’amministrazione che gestisce la gestione dei rifiuticon il cittadino che invece genera rifiuti.
Quindi secondo noi è stato possibile attraverso due diverse funzioni, ovvero una oggettiva tramite il monitoraggio di riempimento di cassonetti con sensori che comunicano direttamente con l’ente che si occupa della gestione dei rifiuti e invece un’applicazione data in dotazione agli utenti che possa fungere da reportistica diciamo di situazioni di degrado all’interno della propria città.
Queste due cose messe insieme con un dato oggettivo insieme ad uno soggettivo riescono ad essere un caso concreto di problematiche individuabile dall’amministrazione che deve essere tempestivamente risolto.
Questa è la nostra soluzione. L’applicazione ha altre funzionalità, tra cui quiz interattivi per capire come comportarsi per la raccolta differenziata, piuttosto che la mappa che localizza tutte le varie aree in cui si possono smaltire i rifiuti, da quelli più particolari a quelli più quotidiani. E questo è stato il nostro progetto”.
A cura di Alessandro Moschi






