17 Aprile 2026 17:45

Imperia: un nuovo lettino Bobath per il Centro di Riabilitazione Pediatrica del Palasalute. “Fondamentale per andare incontro ai bambini” / Foto e video

In breve: Ampia superficie, altezza regolabile, stabilità, robustezza e imbottitura ferma ma confortevole le caratteristiche principali di un attrezzo fondamentale per la riabilitazione neurologica

Si è tenuta questa mattina la cerimonia di donazione di un lettino “Tipo Bobath“, al Centro di Riabilitazione Pediatrica di Imperia (presso il Palasalute) da parte di ADMO – Associazione Donatori di Midollo Osseo e AIDO – Associazione Italiana Donatori di Organi, Tessuti e Cellule. Il lettino Bobath, è progettato specificamente per pazienti neurologici e presenta alcune caratteristiche distintive volte a facilitare la riabilitazione e il trattamento.

Ampia superficie, altezza regolabile, stabilità, robustezza e imbottitura ferma ma confortevole le caratteristiche principali di un attrezzo fondamentale per la riabilitazione neurologica

Si tratta di un attrezzo fondamentale nella riabilitazione neurologica, progettato per offrire una piattaforma sicura, versatile ed ergonomica per terapisti e pazienti, facilitando una vasta gamma di interventi riabilitativi.

Le funzionalità di un lettino Bobath descritte dalla dottoressa Tiziana Carletti

Noi trattiamo tantissimi bambini neurologici o sindromici o malformativi e quindi con queste caratteristiche bisogna avere anche delle degli ausili più adatti a loro – spiega la dottoressa Tiziana CarlettiUna delle grandi richieste dei nostri fisioterapisti, che aveva portato avanti prima di me dottor Amoretti, che è stato fino a poco fa il direttore di distretto del Palasasalute, era la possibilità di avere questo lettino che, è un lettino che si chiama Bobath, per la riabilitazione pediatrica neurologica. Perché ha delle caratteristiche peculiari? Perché deve essere largo, la larghezza è molto importante per il bambino per non avere senso di instabilità nei trattamenti, perché spesso il terapista si siede insieme al bambino, lo avvolge, lo accompagna e perché le sedute non durano 5 minuti, possono durare anche mezz’ora, a volte anche un po’ di più e deve essere un lettino che ha la caratteristica di alzarsi e abbassarsi e perché i bambini sono di varia altezza, ovviamente noi partiamo dai piccolissimi che sono neonati, fino ai 18 anni e quindi questi lettini hanno questa possibilità. In più deve essere morbido, perché se non è morbido il bambino non ha sicuramente un confort per tutto il periodo della sua riabilitazione. E deve essere stabile. Eccoci, queste caratteristiche riunisce tutte insieme un lettino Bobath, che è molto diverso dal lettino che voi potete trovare quando andate in uno studio medico classico, dove state quei 5-10 minuti sul lettino, magari appunto è stretto e rigido ed è alto e così via. Però questo va incontro al bambino, per noi è fondamentale perché noi non abbiamo soltanto bambini, dicevo, con caratteristiche ortopediche base o altre caratteristiche minime, ma abbiamo spesso bambini con necessità aggiunte, quindi tutti i nostri bimbi neurologici. È per loro che è stato caldamente voluto e con loro che siamo felici che Admo abbia potuto donare”.

Le parole del Direttore Generale di Asl 1, Maria Elena Galbusera

Una giornata e un momento dominato dalle ‘A’ – commenta Maria Elena Galbusera, Direttore Generale di Asl 1 – La A di Aido, la A di Admo, la A di altruismo, la A di assistenza, la A di amore. Perché questo è veramente un gesto d’amore che associazioni come l’Admo e l’Aido, hanno deciso di fare favore dei nostri pazienti fragili, neurologici, bimbi, quindi particolarmente necessitanti di terapie particolari. La vicinanza che questo lettino può garantire tra il terapista e il bambino che viene trattato facilita le terapie e l’efficacia delle stesse. Un grossissimo grazie quindi ad Admo che ha fatto questa donazione e che noi siamo felicissimi di poter allestire, anzi è già allestita all’interno del nostro reparto e quindi verrà immediatamente utilizzata“.

Le parole dei referenti Admo e Aido Bruno Battistin, Corrado Milintenda e Alessandro Borghi

“Admo ha regalato questo lettino particolarmente utile per il reparto qui di pediatria all’azienda pubblica, all’Asl”, spiega Bruno Battistin, Presidente Regionale Aido.

Grazie alla compagnia teatrale Pomo Teatro che ci ha donato questi fondi abbiamo deciso, di comune accordo, che volevamo destinare parte dei proventi per l’acquisto di qualcosa in reparto pediatrico – prosegue Alessandro Borghi, presidente provinciale Admo – Il reparto pediatrico perché è un reparto che a me sta particolarmente a cuore e poi perché comunque credo che dal punto di vista di utilità era una cosa che era particolarmente utile e quindi abbiamo deciso di donarlo appunto al palasalute dove avevamo come riferimento il dottor Carlo Amoretti“.

Questa per noi è stata anche proprio l’occasione per fare quello che è lo scopo nostro dell’associazione come Admo e come Aido, e cioè fare divulgazione del valore del dono – riprende Battistin – Fare cultura, fare informazione, la facciamo sia a livello di comunicazione, a livello cittadino, con incontri nelle scuole, con incontri nelle piazze, con incontri che altre associazioni ci permettono concordemente di fare, e sia anche, come è avvenuto oggi, attraverso l’informazione che diamo al personale sanitario, che per un attimo pensa anche all’importanza che il dono del midollo ha, all’importanza che la donazione di trapianti ha, perché sono vite che si salvano. Questo è un messaggio potente che dobbiamo sottolineare e portare avanti“.

Sulle modalità per la donazione del midollo osseo si è espresso Corrado Milintenda, segretario Aido e Admo, che spiega: “Basta scrivere all’Associazione Donatori Midollo Osseo, che ha sede qui a Imperia in via Sant’Agata 57, unitamente all’associazione Aido. L’età deve essere compresa tra i 18 e i 35 anni, con un peso di 50 kg, essere in ottima forma. Il prelievo viene fatto presso la sede FIDAS, nel quale è stato fatto un protocollo a livello regionale con la dottoressa Nicoletta Sacchi, che è la responsabile del registro IBMDR di Genova all’ospedale Galliera, la responsabile della donazione del midollo osseo. Si è iscritti dai 18 ai 35 e si rimane poi donatori fino ai 55 anni“.

A cura di Matteo Cantagallo

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