18 Aprile 2026 11:12

Imperia: bollette Rivieracqua, Lucio Sardi su pronuncia Arera. “Bocciato operato struttura commissariale su aspetto più controverso della sua gestione”

Lucio Sardi, consigliere comunale di Alleanza Verdi Sinistra, interviene in merito al recente azzeramento da parte di Arera dei conguagli delle bollette Rivieracqua per il biennio 2020-2021.

Le parole del consigliere Sardi

Scrive Lucio Sardi: “Nei giudizi dati sulla delibera con cui Arera si è espressa circa le tariffe idriche da applicare per il periodo 2024-2029, il protagonista comune è il tappo.
Per i soggetti che hanno contestato l’operato del commissario dell’Ato idrico e del gestore del servizio Rivieracqua nella vicenda dei “conguagli pazzi” in bolletta, considerata la bocciatura dell’applicazione retroattiva della tariffa da parte di Arera, è finalmente saltato il tappo che comprimeva il diritto degli utenti a una tariffa certa e trasparente.

Per il commissario Scajola e la nuova dirigenza di Rivieracqua, il tappo è quello della bottiglia da far saltare per festeggiare l’avvenuta approvazione, da parte di Arera, delle tariffe 2024-2029.

Considerato che la diatriba sulle tariffe del servizio idrico era tutta concentrata sull’ingiustificata applicazione retroattiva di una tariffa, che peraltro mancava ancora di validazione da parte di Arera, per Scajola e la dirigenza di Rivieracqua (ormai in mano dei privati), più che di soddisfazione, si tratta del sollievo per aver scampato il disastro.

La mancata approvazione delle nuove tariffe 2024-2029, che – come si legge nella delibera di Arera – è peraltro condizionata ad alcune verifiche sui dati dei costi storici del servizio, che l’Autorità si riserva di compiere, sarebbe stata infatti un tracollo totale per la gestione commissariale. Uno scenario che evidentemente, visti i ritardi e le difficoltà nel predisporle, era un rischio reale e che oggi spiega l’eccessiva enfasi e soddisfazione di Scajola nell’annunciare un risultato che dovrebbe essere quasi scontato.

La delibera di Arera boccia però pesantemente l’operato della struttura commissariale dell’Ato proprio sull’aspetto più controverso della sua gestione, ovvero l’applicazione retroattiva delle tariffe, imponendo a Rivieracqua la restituzione di quanto sinora riscosso a tale titolo per oltre due milioni di euro e a rinunciare a riscuotere quanto ancora previsto (perché con i conguagli pazzi eravamo ancora a meno della metà) per quasi quattro milioni di euro.

Per dire che una delibera che definisce illegittime oltre sei milioni di bollette previste nel piano finanziario di dell’Ato idrico sarebbe la conferma della correttezza del proprio operato, ci vuole una certa dose di fantasia.

Sicuramente aiuta essere il sindaco che ha considerato un successo pagare cinque milioni di euro di penali nella realizzazione di una ciclabile che ne doveva costare poco più di venti o gli amministratori di una società che, a seguito di un recente esito negativo subito in un contenzioso presso il giudice di pace, annuncia l’avvio di azioni legali “a tutela della propria reputazione” (che tutelerebbe meglio se non inviasse bollette con conguagli indecifrabili) contro chi osa renderla pubblica.

È bene ricordare che gli oltre sei milioni di euro che Rivieracqua dovrà in parte restituire e in parte rinunciare a richiedere nelle prossime bollette, erano previsti nei piani finanziari delle procedure di risanamento della società e in quella che ha previsto l’ingresso del socio privato (che ne ha preso il controllo con soli trenta milioni di apporto di capitale), socio che – è facile immaginare – non annuncerà a breve di volersi fare carico del buco che la gestione del commissario Scajola ci regala.

I cittadini e utenti del servizio idrico, a parte la soddisfazione di veder ridimensionata una parte degli “eccessi” della gestione del servizio idrico, se guardano al futuro non possono certo essere indotti all’ottimismo e non hanno motivo di stappare alcuna bottiglia.

Da un lato perché i sei milioni di euro che gli si volevano indebitamente sottrarre, ora usciti dalla porta per la deliberazione di Arera, rischiano infatti di rientrare dalla finestra sotto forma di futuri aumenti, dall’altro in quanto la scelta di far entrare il socio privato in Rivieracqua (per un contributo patrimoniale decisamente modesto e non indispensabile) ha determinato la perdita del controllo pubblico sul servizio e si tramuterà in futuro in maggiori costi.

Se c’è qualcosa che dovrebbe invece definitivamente saltare, anche alla luce delle sanzioni della delibera di Arera, è la gestione commissariale dell’Ato idrico, come ha richiesto anche il difensore civico regionale e come aveva annunciato per fine maggio (regalandoci l’ennesimo annuncio non rispettato) il sindaco-presidente-commissario e improbabile sommelier, Scajola.
Attendiamo la notizia conservando, per l’occasione, una bottiglia buona da stappare”.

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