17 Aprile 2026 08:40

Imperia: bollette Rivieracqua, il consigliere Zarbano torna su delibera Arera. “Bollette 2022-2023 non sono automaticamente valide e possono essere contestate”

In breve: L'analisi del consigliere Zarbano: "Informazioni contraddittorie, cittadini ci hanno chiesto chiarimenti"

Il gruppo consiliare Imperia Senza Padroni, attraverso il proprio capogruppo Luciano Zarbano, interviene con una nota in merito alla recente delibera di Arera, con la quale l’Autorità nazionale per il controllo sull’energia e l’acqua  aveva azzerato i conguagli nelle bollette Rivieracqua del 2020 e 2021.

Il consigliere Zarbano si era già espresso sull’argomento con una nota stampa dello scorso 11 luglio.

L’analisi del consigliere Zarbano: “Informazioni contraddittorie, cittadini ci hanno chiesto chiarimenti”

Scrive Zarbano: “A seguito delle informazioni contraddittorie apparse sulla stampa, numerosi cittadini hanno richiesto chiarimenti al Gruppo Consiliare Imperia senza Padroni, riguardo la delibera di ARERA dell’8 luglio 2025. La delibera approva le nuove tariffe, con “le precisazioni e nei limiti di cui in premessa”, per il periodo 2024-2029, specificando però che resta un importo da recuperare a favore degli utenti dal 2026, relativo al biennio 2020-2021. Pertanto, salvo contestazioni motivate – con gli strumenti di tutela e contestazione di seguito meglio descritti – gli utenti dovranno pagare le nuove tariffe.

Diverso il discorso per le bollette retroattive relative agli anni 2022-2023: ARERA non le ha automaticamente approvate. Nella delibera, a pag.11 ARERA ha sottolineato che devono basarsi su dati affidabili e verificabili. La Corte di Cassazione, con più pronunciamenti, ha ribadito che i conguagli devono essere giustificati, imprevedibili, riferiti a costi reali non già coperti, e adeguatamente documentati. Spetta dunque a Rivieracqua fornire tali prove.

I cittadini possono contestare eventuali conguagli retroattivi nei seguenti casi:

  • mancanza di documentazione trasparente;
  • fatturazione retroattiva poco chiara o riferita a periodi prescritti;
  • costi già coperti o non pertinenti.

Gli strumenti a disposizione degli utenti sono:

  • reclamo formale al gestore idrico tramite raccomandata A/R o PEC, con richiesta di chiarimenti documentali;
  • eccezione di prescrizione breve (2 anni)per ritardi nella fatturazione;
  • conciliazione obbligatoria(tramite servizio ARERA o enti ADR) per trovare soluzioni bonarie;
  • azione giudiziaria(Giudice di Pace fino a circa 5.000 €, altrimenti Tribunale civile) se la conciliazione fallisce;
  • segnalazione all’Antitrust (AGCM)per pratiche commerciali scorrette, come fatturazioni ingannevoli o aggressive (con tempistiche anomale o sotto la minaccia di interruzione del servizio).

ARERA mantiene il diritto di effettuare controlli e ispezioni successive all’approvazione delle tariffe, potendo quindi correggere eventuali abusi o errori.

In conclusione, le bollette retroattive 2022-2023 non sono automaticamente valide e possono essere contestate dai cittadini qualora non siano giustificate o documentate adeguatamente“.

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