In merito al caso del ricorso per ineleggibilità del sindaco di Imperia Claudio Scajola, la Corte di Cassazione ha accolto le richieste del Pubblico ministero in persona del Sostituto procuratore generale Andrea Postiglione e dell’avvocato Piera Sommovigo, che rappresenta i consiglieri di opposizione Ivan Bracco e Luciano Zarbano, autori del ricorso principale.
Proprio oggi il presidente della Regione ha decretato la fine della gestione commissariale dell’Ato idrico al centro della vicenda dell’ineleggibilità di Scajola
Il ricorso in Cassazione era stato fatto da Claudio Scajola attraverso l’avvocato Simone Carrea, che chiedeva l’accoglimento del ricorso principale, puntando a chiudere direttamente il caso per vizio di forma. Ma la Suprema Corte ha bocciato questa tesi, accogliendo invece il ricorso incidentale e annullando la sentenza della Corte di Appello a cui ha rinviato gli atti per aprire un nuovo procedimento.
E’ stato invece accolto il ricorso incidentale di Zarbano e Bracco, evidenziando che la notifica al sindaco era valida: era stata fatta anche alla residenza privata di Scajola e ricevuta dalla moglie, quindi Scajola era stato correttamente chiamato in causa.
Ha quindi annullato la sentenza della Corte d’Appello e rimandato il caso a una nuova sezione della Corte d’Appello di Genova, che dovrà decidere nel merito se Scajola fosse ineleggibile.
La questione dell’ineleggibilità verteva sul doppio ruolo di Claudio Scajola quale sindaco di Imperia e Commissario dell’Ato idrico. E proprio oggi il Presidente della Regione Marco Bucci ha comunicato al Commissario ad acta Claudio Scajola l’esaurimento della fase commissariale dell’Ato Ovest Imperia.
Nella sua sentenza, “la Corte accoglie il ricorso incidentale, rigetta il ricorso principale, cassa la sentenza impugnata in relazione al ricorso accolto e rinvia la causa alla Corte d’appello di Genova in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità”.






