Il sindaco di Dolcedo Giuseppe Rebuttato ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per l’immissione nella rete idrica pubblica, per fini igienico sanitari, dell’acqua proveniente dal pozzo sito in Località Santa Brigida.
Si tratta di acqua dichiarata non potabile in via prudenziale in quanto priva dell’autorizzazione sanitaria necessaria, sebbene analisi chimico-fisiche e microbiologiche siano risultate conformi
La misura, sottolinea il sindaco, si rende necessaria in seguito all’eccezionale periodo di siccità che ha colpito il bacino idrografico della Val Prino a causa della penuria di precipitazioni, con conseguente abbassamento delle falde e diminuzione delle portate idriche dei pozzi e delle sorgenti già asserviti alla rete idrica comunale.
Rebuttato aggiunge, inoltre, che lo stato di criticità risulta esponenzialmente aggravato anche dall’ingente presenza di turisti giunti per la stagione estiva, con conseguente aumento della richiesta di acqua potabile.
La situazione appare particolarmente grave nelle frazioni di Costa Carnara, compresa Borgata Rimbaudi, e Castellazzo e nei nuclei abitati di San Paolo e San Carlo, per le quali esiste il rischio “di non potere assolvere ai più elementari bisogni igienici e sanitari“.
Per questo motivo il sindaco ha, dunque, disposto l’immissione nella rete idrica pubblica dell’acqua proveniente dal pozzo artificiale sito in Località Santa Brigida, nonostante la stessa sia al momento priva della necessaria autorizzazione sanitaria per l’inserimento in rete e del provvedimento concessorio della Regione Liguria.
La stessa ordinanza, pertanto, prescrive il divieto di utilizzo per scopi potabili (bevimento e cottura alimenti) dell’acqua erogata nelle località citate, pur sottolineando che si tratta di un divieto posto in via prudenziale in quanto il gestore del servizio idrico ha evidenziato la conformità delle analisi chimico-fisiche e microbiologiche dell’acqua proveniente dal pozzo ai parametri previsti dal D. Lgs 18/2023.






