19 Aprile 2026 21:39

Imperia, Bellotti e Verda (PD) sul futuro urbanistico della città: “Rischiamo di trasformarci in un supermercatificio”

I consiglieri comunali del Partito Democratico Deborah Bellotti ed Edoardo Verda intervengono sul futuro urbanistico dell’area dell’ex stazione di Oneglia e sull’espansione dei poli commerciali in città. Di seguito il comunicato integrale.

Da anni – scrivono i consiglieri – Seguiamo con attenzione il destino delle aree strategiche di Imperia tra cui l’ampia area dell’ex stazione di Oneglia, che per la posizione centrale e importanza funzionale, riveste un ruolo chiave nel plasmare il futuro e la prospettiva di Oneglia.

Oggi la situazione assume contorni concreti: Unicredit è diventata proprietaria dell’ex stazione e del “mangimificio” di Via Berio, mentre Esselunga sembra ormai sempre più parte integrante del progetto. Contemporaneamente, nell’area ex Ferriere i lavori per un nuovo supermercato “Mercatò“, con grandi volumetrie, sono già avviati.

Questa proliferazione di grandi strutture commerciali rischia di trasformare la città in un vero e proprio “supermercatificio”, seguendo un modello urbanistico ed economico ormai superato, nato in un’epoca in cui lo sviluppo era misurato solo in metri quadrati e volumi edilizi, senza considerare la qualità della vita e l’equilibrio ambientale.

Un modello che scompone la città in grandi monofunzioni a puro scopo di consumo, contribuendo alla dissoluzione dello spazio collettivo, danneggiando il tessuto commerciale ed impoverendo l’economia locale.

Le conseguenze sono evidenti: oltre all’ulteriore consumo di suolo ci sarà una riduzione degli spazi verdi, la desertificazione dei centri urbani con impatti significativi al commercio locale. I negozi di prossimità, che costituiscono il tessuto sociale ed economico della città, rischiano di essere schiacciati dai grandi poli commerciali, con conseguenze pesanti sull’identità urbana e sulla vita quotidiana dei quartieri.

Accanto a questo, si perde anche un’altra grande occasione: quella di restituire queste aree dismesse alla comunità attraverso spazi sociali, culturali e ricreativi aperti a tutti. L’ex stazione avrebbe potuto diventare un luogo di incontro, di partecipazione, per attività sociali, culturali e di servizio alla comunità, invece rischia di trasformarsi in un ulteriore punto vendita.

La città non può limitarsi a supermercati e parcheggi. Serve una visione alternativa, che metta al centro i negozi locali, il verde urbano e gli spazi sociali, valorizzando i servizi diffusi. Solo così potremo costruire una Imperia moderna, sostenibile e a misura di comunità, dove lo sviluppo economico non si misura solo in cubature, ma nella qualità della vita dei cittadini”.

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