IMPERIA. RIFONDAZIONE COMUNISTA: “PER QUALI PERCORSI GIUDIZIARI BELLAVISTA E’ STATO RICONOSCIUTO INNOCENTE DA UN DISASTRO ANNUNCIATO?”

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Il Partito della Rifondazione Comunista, Segreteria Provinciale di Imperia “Si dice: le decisioni della magistratura si accettano senza mettere in dubbio la sua terzietà ed assoluta indipendenza dalla politica, che informa, invece, i poteri legislativo ed esecutivo. Ce l’ha insegnato l’Illuminismo”.

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Imperia. Il Partito della Rifondazione Comunista, Segreteria Provinciale di Imperia

Si dice: le decisioni della magistratura si accettano senza mettere in dubbio la sua terzietà ed assoluta indipendenza dalla politica, che informa, invece, i poteri legislativo ed esecutivo. Ce l’ha insegnato l’Illuminismo.

Osserviamo: quando le decisioni della magistratura privano per anni della libertà, e di una vita umana e di affetti decente, un ladruncolo, un immigrato clandestino, un “resistente”…. ci si chiede, appunto, di non fare osservazioni, in nome di una democrazia illuminata; così come quando decisioni analoghe scagionano corpi dello stato dalla possibile responsabilità di sevizie nei confronti di cittadini o imprenditori dalla responsabilità di latrocini a carico di Enti pubblici o dello Stato.

Tuttavia quando, sempre la Magistratura, condanna un potente, l’illuminismo va a quel paese ed il colpevole diventa vittima ed oggetto di culto da parte di tutte le “porta a porta” mediatiche mentre l’Esecutivo scende a patti con lui.

Non sappiamo con esattezza giudiziaria per quali percorsi Bellavista ed altri siano stati riconosciuti innocenti di un disastro da noi ampiamente annunciato e puntualmente previsto già a partire dal 2002. Ma se, anche in questo caso, ci sforziamo di rivendicarci Illuministi, non possiamo esimerci dal dichiararci noi stessi colpevoli:

Come siamo stati noi ad uccidere Stefano Cucchi, siamo stati noi anche a far lievitare da 30 a 130 milioni di euro i costi del Porto di Imperia. Siamo stati noi ad invadere il Porto commerciale di Oneglia con attività non previste dalla sua destinazione ed a fornire in modo non del tutto chiaro servizi (attracco, “colonnine”, …) a megayacht. Siamo stati noi a depositare per mesi e mesi una montagna di terra di provenienza non completamente documentata presso la spiaggia artificiale di san Lazzaro ed a creare la medesima con apporti di materiali anch’essi non sempre tracciati.

Siamo stati noi a costruire capannoni abusivi.
Siamo stati noi a costruire parcheggi dove poter attraccare con natanti anziché parcheggiare autovetture.
Siamo stati noi a vendere prontamente, e profumatamente, i posti barca per poi rifiutarci di completare le opere ad essi consustanziali.
Siamo stati noi a demolire a forza di continui colpi di mano, pezzo per pezzo, tutte le strutture ed opportunità per le attività commerciali del Porto di Oneglia.
Siamo stati noi a gestire il più grande fallimento economico, urbanistico e territoriale della città di Imperia.
Si, siamo stati noi: la prova provata è che lo avevamo annunciato”.

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