17 Aprile 2026 08:05

Imperia: la Comunità Islamica in piazza per leggere i nomi dei bambini morti a Gaza. “Sono più di 30mila” / Foto e video

In breve: Durante la manifestazione in piazza De Amicis sono stati letti i nomi di 2014 bambini morti e di 280 operatori dell'informazione vittime del genocidio in atto

Si è tenuto questo pomeriggio in Piazza De Amicis un incontro (che precede quello in programma per questa sera alle ore 20,45 in Banchina Aicardi) organizzato dal Comitato Palestina della Comunità Islamica di Imperia, per ricordare i nomi dei bambini morti nel corso dell’aggressione dello stato di Israele al popolo palestinese nella striscia di Gaza.

Durante la manifestazione in piazza De Amicis sono stati letti i nomi di 2014 bambini morti e di 280 operatori dell’informazione vittime del genocidio in atto

L’appuntamento è stata l’occasione per leggere migliaia di nomi, purtroppo solo una parte, delle vittime innocenti del genocidio in atto: 2014 nomi di bambini, dall’età di un giorno a quella di due anni, soltanto una parte dei nomi raccolti dal Comitato. Ai loro nomi si aggiungono quelli di 280 operatori dell’informazione, giornalisti o tecnici, che sono rimasti uccisi facendo il proprio lavoro, nel corso di un’aggressione che non guarda in faccia nessuno e anzi, forse ci vede fin troppo bene.

Una manifestazione che vuole dialogare, ma anche in parte polemizza con quella che si terrà tra qualche ora, come spiega l’organizzatore Hamza Roberto Piccardo: “Noi oggi abbiamo voluto dare un senso maggiore all’evento che poi ci sarà dalle otte e mezza in poi. La necessità di mettere d’accordo tante associazioni, sono quasi 40 o 42, ha molto edulcorato i contenuti forti che ci sono in questa vicenda. Non c’è problema, l’importante è che la gente prenda coscienza e sia disposta a fare qualcosa per la pace in Palestina. Però da parte nostra abbiamo voluto fare questo meeting e diciamo questo sit-in ricordando appunto i martiri, cioè i bambini che sono morti in questa guerra. Sono più di 30.000 e abbiamo qua qualche migliaio di nomi, li leggeremo uno per uno e anche quello degli operatori dell’informazione e quindi faccio un appello qua a tutti i colleghi, sono un ex giornalista anch’io, perché si prendano la responsabilità di quello che sta succedendo ai locali
loro fratelli, confratelli di lavoro in Palestina
. Questo stiamo facendo e speriamo che la cittadinanza possa partecipare in maniera, non dico massiccia, ma importante.”

A cura di Matteo Cantagallo

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