Grande partecipazione nella tarda serata di oggi, lunedì 1 settembre, per l‘incontro pubblico organizzato nella frazione di Piani per discutere degli espropri legati alla realizzazione dell’Aurelia Bis di Imperia.
L’iniziativa del Comitato Aurelia Bis ha visto la presenza di Alessandro Barla, presidente del Comitato Prino Garbella, e dell’avvocato Paolo Prato, presidente di Confedilizia. Nel pubblico, oltre a numerosi cittadini, erano presenti anche i consiglieri di minoranza Daniela Bozzano e Ivan Bracco (PD) e Luciano Zarbano (Imperia senza Padroni).
Il progetto prevede la realizzazione di una variante alla strada statale Aurelia con una sezione di categoria C1 avente una lunghezza di circa 5,5 km. L’opera comprenderà quattro gallerie naturali per una lunghezza totale di 3,67 chilometri, due ponti ad arco sui torrenti Prino e Impero, un viadotto e sette rotonde.
Alessandro Barla presidente Comitato Prino Garbella
“L’appello è quello di dare un po’ di informazioni perché è un periodo in cui queste informazioni sono piuttosto carenti e quindi ci siamo appoggiati anche ad un avvocato di grande esperienza come l’avvocatoPrato che darà informazioni a tutta la cittadinanza, a quelli che sono coinvolti nell’opera ad avere informazioni per sapere cosa devono aspettarsi, cosa devono fare nell’istante, in questo momento, in questo periodo, perché abbiamo tempo fino a metà settembre per presentare delle osservazioni. Quindi quale tipo di osservazioni devono essere presentate e poi cosa ci aspetterà di qui in avanti.
Noi abbiamo preceduto questo incontro con il Comitato e abbiamo sentito e ascoltato quali sono le tesi che stiamo portando avanti con l’Avvocato Granara per il ricorso. È un ricorso molto importante. Noi abbiamo fiducia di far finalmente valere le nostre istanze. Ripeto, noi non siamo contro l’opera, però vogliamo semplicemente che questa opera sia a minore impatto ambientale, garantendo quindi presupposti per poter eseguire l’opera e quindi che venga effettivamente realizzata, però, ripeto, con il minore impatto ambientale possibile.
Noi abbiamo delle istanze molto significative, abbiamo degli elementi molto importanti e quindi chiaramente sarà a questo punto la sede giudiziaria a valutare se abbiamo ragione oppure no. È chiaro che però ci sarà una sospensiva dell’opera e quindi vedremo cosa succederà.
Noi abbiamo proposto delle alternative che ovviamente sono a minor danno perché capisce bene che
quando un’opera interessa una zona che è turistica ricettiva, quando può essere assolutamente deviata con la viabilità ordinaria a minor danno, ripeto, senza andare a toccare altri privati, direi che potrebbe essere veramente valutata con attenzione, cosa che purtroppo non è successo.
Però attenzione, il Cipe già nel 2004 aveva detto, signori ANAS, guardate se ci sono delle soluzioni alternative, andate a vedere se ci sono, nella viabilità ordinaria, soluzioni che possono essere al minore impatto ambientale. L’0avevano detto nel 2004, l’avranno detto nel 2012, adesso lo diciamo noi. Però purtroppo lo diciamo nelle sedi giudiziari.
Ci sono state interlocuzioni con l’amministrazione? Nessuna.”
Avv. Paolo Prato presidente Confedilizia
“Questa sera proveremo a fare un’analisi della situazione in atto, quindi a parlare brevemente, in maniera sintetica, della procedura di esproprio che è in atto e quali sono i diritti dei proprietari case e dei terreni che saranno espropriati, quindi l’applicazione del testo unico in materia di espropri toccata un po’ nelle fasi.
Io mi occuperò comunque non di questioni prettamente amministrativistiche quanto degli indennizzi, dei diritti dei proprietari di casa in relazione agli indennizzi, perché una forte preoccupazione sicuramente è quella che deriverà dai danni conseguenti alla cantierizzazione.
Infatti moltissimi proprietari saranno interferiti a causa di emissioni di rumore, polveri e vibrazioni dal cantiere e lì hanno diritto a degli indennizzi. Indennizzi che non sempre i soggetti attuatori erogano. Purtroppo non siamo ancora riusciti a sapere direttamente se questo indennizzo verrà trattato o meno.
Ancora più importante e più grave del danno da cantilizzazione sono i disagi che sono arrecati ai proprietari di immobili prospicenti alla nuova opera, conseguenti alla svalutazione dell’immobile a causa e in ragione dell’esercizio della presenza della nuova strada, che comporta una forte svalutazione dell’immobile. Quindi immobili sono destinati a perdere valore. Si chiama espropriazione larvata perché non tocca coloro che subiscono l’espropriazione ma tocca privati, proprietari di casa e causa una situazione che non sempre è indennizzata idoneamente.
Non sono direttamente interessato delle questioni amministrative, però di sicuro non si può fare opposizione all’esproprio. Quello che si può fare è impugnare degli atti pubblici amministrativi con riferimento alla procedura, ma di questo me ne occupo direttamente io”.






