23 Aprile 2026 10:50

Vele d’Epoca Imperia: dal catering alla solidarietà, la “Brigata Cambusa” raccoglie fondi per la distrofia muscolare /Foto e Video

In breve: Così, tra una portata e l'altra servita agli equipaggi delle vele d'epoca, la Brigata Cambusa porta avanti una missione che va ben oltre la cucina: dare dignità e attenzione a chi ne ha più bisogno.

Anche quest’anno alle Vele d’Epoca di Imperia, nell’area lounge della manifestazione, il cibo viene servito dalla Brigata Cambusa, un’associazione che unisce la passione per la nautica al volontariato sociale. L’associazione è nata dall’idea di alcuni privati cittadini che hanno deciso di mettersi in gioco.

Il loro lavoro durante la manifestazione non è solo gastronomico. Dietro ogni piatto servito c’è un obiettivo più grande: “Cerchiamo di fare delle operazioni di beneficenza – spiegano – di far conoscere quello che è il problema della distrofia muscolare agli altri e raccogliere fondi“.

Così, tra una portata e l’altra servita agli equipaggi delle vele d’epoca, la Brigata Cambusa porta avanti una missione che va ben oltre la cucina: dare dignità e attenzione a chi ne ha più bisogno.

Vele d’Epoca, la Brigata Cambusa serve solidarietà nell’area lounge

Spiega Massimo Roggero, vicepresidente della Brigata Cambusa: Noi abbiamo incominciato 4 anni fa a collaborare con Assonautica. Abbiamo pensato come privati cittadini di chiamarci Brigata Cambusa, dopodiché abbiamo avuto la possibilità di diventare un’associazione senza scopo di lucro e con risvolti benefici e abbiamo continuato su quella strada. Il nostro format è quello di fare del catering per le manifestazioni nautiche, collaborando con le Yacht Club, in primis con lo Yacht Club Imperia, con Assonautica della quale ci riteniamo una costola perché siamo soci e loro sono soci con noi. Noi collaboriamo al massimo con Assonautica per fare questi eventi nautici. Insieme cerchiamo di fare delle operazioni di beneficenza, di partecipare, di far conoscere quello che è il problema della distrofia muscolare agli altri e raccogliere fondi, raccogliere adesioni con i soci. Questo è un po’ il nostro must, il nostro progetto finale.

Prosegue Eraldo Virgilio presidente della UILDM, l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare: “Noi siamo volontari e operiamo nell’ambito della distrofia muscolare. Cosa vuol dire? Vuol dire che noi facciamo visite, passeggiate, gite, visite a parenti o quant’altro. Tutto questo viene fatto sotto forma di volontariato.

Grazie all’associazione della brigata cambusa andiamo a reperire dei fondi per mantenere questa associazione. Perché abbiamo dei costi, abbiamo un furgone attrezzato con il quale riusciamo a portare due carrozzine in contemporanea più cinque persone sedute comodamente su delle poltrone.

Quindi il nostro scopo è volontariato e riuscire a portare queste persone un’attenzione che purtroppo non hanno da parte di tutti.

Noi ci divertiamo, perché questo bisogna anche sottolinearlo, è faticoso, però nell’insieme ci divertiamo anche. Tutto ciò poi ha comunque un riscontro finale che lo devolviamo alla UILDM“.

 

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