È nato a Imperia un comitato spontaneo per dire no alla politica del riarmo europeo e italiano. L’intenzione è quella di aderire al movimento al movimento Stop Rearm Europe. Per aderire o ricevere informazioni si può contattare il comitato attraverso l’indirizzo mail comitato.soc.civ.attivi.im@gmail.com.
Aderirà a Stop Rearm Europe
Queste le rivendicazioni: “L’Italia spenderà nel 2025 circa 32 miliardi di euro in armamenti. L’Europa circa 700.
Con tutta evidenza queste enormi spese non hanno portato né pace né sicurezza ma solo distruzione, sofferenze ed ingiustizie.
Nello scorso mese di marzo l’Unione Europea ha deciso un ulteriore aumento fino a 800 miliardi nei prossimi 4 anni. Mentre il vertice Nato ha spinto ulteriormente fino ad arrivare al 5% del PIL.
Questo aumento delle spese militari comporterà per l’Italia un aumento delle spese militari nel prossimo decennio di circa 700 miliardi di euro, trasformando ulteriormente la nostra economia in una economia «di guerra».
Tutto ciò si potrà realizzare in Italia solo con pesanti tagli alla spesa pubblica, dalla sanità alla scuola ai servizi pubblici locali.
È inoltre importante notare come ogni investimento nel settore degli armamenti rende, in termini occupazionali, solo 3000 posti per ogni miliardo, mentre a parità di investimento renderebbe 8000 posti nel settore ambientale, 12000 nel settore sanitario e 14000 nel settore dell’istruzione.
Chiediamo al Governo, in conformità al dettato costituzionale, di recedere immediatamente dall’impegno sottoscritto in sede Nato e di attivarsi nelle opportune sedi europee per ottenere la sostituzione integrale del piano “ReArm Europe/Readiness 2030” con un piano alternativo di investimenti finalizzati alla transizione ecologica e alla garanzia dei diritti fondamentali al lavoro, alla salute, all’istruzione, alla sicurezza sociale.
Chiediamo ai nostri Comuni, a fronte dei decennali tagli che ne hanno pregiudicato la funzione pubblica e sociale e ai provvedimenti sopra descritti che ne aggraveranno ulteriormente la situazione, di rivendicare dal Governo una inversione di rotta nella relazione con gli Enti Locali, di recedere dalla intenzione di aumentare le spese militari e di aderire alle mobilitazioni della società civile contro Riarmo, Guerra, Genocidio e Autoritarismo“.






