20 Aprile 2026 02:13

Caro energia, l’Sos delle imprese alla Conferenza nazionale delle Camera di Commercio. Lupi: “Colpite soprattutto le piccole realtà”

In breve: Il presidente della CCIAA Riviere Enrico Lupi alla conferenza nazionale a Cagliari: "Spingiamo su transizione energetica e rinnovabili"

Anche la Camera di Commercio Riviere di Liguria è presente, con il presidente Enrico Lupi e il segretario generale Marco Casarino, alla conferenza nazionale delle Camere di Commercio in corso a Cagliari promossa da Unioncamere e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Tra gli argomenti affrontati, il caro energia.

Il presidente della CCIAA Riviere Enrico Lupi alla conferenza nazionale a Cagliari: “Spingiamo su transizione energetica e rinnovabili”

Lo studio Unioncamere presentato alla Conferenza – commenta il presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria, Enrico Lupi – evidenzia che la bolletta energetica italiana, ad agosto, è stata più cara del 41% rispetto a quella della Germania e del 26% rispetto a quella della Francia. L’impatto – prosegue – è particolarmente pesante per le piccole imprese che nel 26% dei casi dichiarano un aumento dei prezzi compreso tra il 50 e il 100%”.

Da diversi anni la Camera di Commercio Riviere di Liguria affianca le imprese e i territori di Imperia, Savona e La Spezia nella transizione energetica.

Attraverso uno sportello dedicato – riprende Lupi – abbiamo avviato un servizio di assistenza e informazione sulla transizione energetica per le imprese di Imperia, Savona e La Spezia. In corso abbiamo la realizzazione di un Tavolo di progettazione territoriale per la costituzione di Comunità energetiche territoriali (Cer) con l’obiettivo di spingere sulle rinnovabili. Primi passi, concreti, per puntare a ridurre la dipendenza dal fossile e dall’estero”.

Lo studio Unioncamere, realizzato col contributo del centro studi Tagliacarne, evidenzia come, sia per le piccole che per le imprese medio-grandi il caro bolletta si traduce in una riduzione dei margini (69% delle imprese fino a 49 dipendenti e 75% delle aziende con 50-499 dipendenti), in un freno agli investimenti (13% per le piccole, 12% delle medio-grandi) e in una riduzione della produzione e del fatturato (5% per le piccole, 7% per le imprese più grandi). E il problema è che il 42% delle piccole imprese (contro il 18% delle medio-grandi) non sa che strategia adottare per contenere i costi peraltro nella fase, delicatissima, dell’introduzione dei dazi Usa.

Secondo Eurobarometro, il costo dell’energia è la seconda barriera agli investimenti per le nostre imprese (lo dichiara il 24% delle aziende, la prima barriera è la burocrazia), in crescita rispetto al 13% di cinque anni fa. Le analisi Unioncamere mostrano poi che i problemi di approvvigionamento energetico riguardano un’impresa manifatturiera su cinque. Il segmento delle piccole imprese è quello dove c’è maggiore incertezza nelle misure di reazione: il 42% delle imprese con meno di 49 addetti non pensa di adottare una strategia al riguardo, contro il 18% di quelle tra 50 e 499 dipendenti. Quasi la metà delle imprese italiane vede nella transizione energetica un’opportunità (47,2%), ma per un terzo circa (31,7%) rappresenta un aumento di costi e burocrazia.

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