17 Aprile 2026 04:01

Imperia, Giornata Mondiale del Cuore. Cardiologo Ranise: “Malattie cardiovascolari principale causa di morte in Italia”

In breve: Il cardiologo e consigliere comunale Antonello Ranise: "Più basso è il livello di LDL, minore è il rischio di nuovi eventi cardiovascolari, con benefici evidenti già dopo 11 mesi"

In occasione della Giornata Mondiale del Cuore (World Heart Day), che si celebra ogni 29 settembre, il direttore della Cardiologia a Indirizzo Territoriale di Imperia (nonché consigliere comunale di maggioranza) Antonello Ranise interviene con una nota per fare il punto sulle malattie cardio-cerebro vascolari.

Il cardiologo e consigliere comunale Antonello Ranise: “Più basso è il livello di LDL, minore è il rischio di nuovi eventi cardiovascolari, con benefici evidenti già dopo 11 mesi”

Si tratta di una campagna mondiale di informazione e sensibilizzazione mirata alla prevenzione delle malattie cardio-cerebro vascolari, promossa in tutto il mondo dalla World Heart Federation – spiega Ranise-. Le malattie cardio-cerebro vascolari sono in assoluto la prima causa di morte in molti paesi del mondo e in costante progressivo aumento.
Ogni anno sono responsabili di 17,5 milioni di morti premature e si prevede che nel 2030 aumenteranno a 23 milioni.

In Italia, le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte, causando circa il 40% dei decessi annuali, un dato che rimane in aumento nonostante i recenti progressi in tema di prevenzione e cura. In particolare, lo scorso anno sono state responsabili di oltre 222.000 decessi. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) stima che il 98% degli italiani sia esposto ad almeno un fattore di rischio cardiovascolare e il 41% a tre o più, evidenziando una crescente preoccupazione per la salute pubblica.

E’ importante sottolineare quali sono i fattori di rischio potenzialmente modificabili, sui cui possiamo e dobbiamo agire per un impatto migliorativo sulla salute, l’aspettativa e la qualità di vita e non ultimo sulla spesa sanitaria: Il fumo di sigaretta, elevati livelli di colesterolo, l’ipertensione, elevati livelli di zuccheri nel sangue (il diabete e la sindrome metabolica)
l’alimentazione scorretta, il peso e la circonferenza addominale, la sedentarietà, lo stress e uno stile di vita inadeguato.

Si tratta di fattori di rischio modificabili responsabili per almeno l’80% delle morti premature causate dalle malattie cardio-cerebro vascolari, tra cui infarto miocardico, scompenso cardiaco e ictus.

In Liguria si parla di circa 7mila morti l’anno, 600 dei quali dovuti a infarto, dati Istat. In dettaglio, il colesterolo LDL (C-LDL), vero “killer silenzioso”, rappresenta un fattore modificabile fondamentale per prevenire nuovi eventi. Tuttavia, l’80% dei pazienti non raggiunge i livelli raccomandati, esponendosi ad un aumentato rischio.

Vorrei sottolineare alcuni concetti fondamentali, avendo in agenda, come Cardiologia ad Indirizzo Territoriale unitamente ad ASL1, diverse iniziative di educazione sanitaria e di informazione medica. Da un lato informare correttamente chi non ha mai avuto malattie cardiovascolari (prevenzione primaria), dall’altro curare nel modo migliore chi ha già avuto un evento per prevenirne di nuovi (prevenzione secondaria).

I pazienti che hanno già avuto un infarto sono considerati ad alto rischio. Le linee guida europee raccomandano di raggiungere livelli di LDL inferiori a 55 mg/dL, e addirittura sotto i 40 mg/dL per chi ha avuto multipli eventi cardiovascolari.

Tutti i pazienti dopo l’infarto dovrebbero fare un controllo dopo 4 settimane di terapia anti-lipidica per verificare l’efficacia del trattamento e se i livelli di LDL non sono ancora ottimali, è necessario modificare e ottimizzare la terapia. Infatti le ultime evidenze scientifiche dimostrano che, più basso è il livello di LDL, minore è il rischio di nuovi eventi cardiovascolari, con benefici evidenti già dopo 11 mesi. Infatti, i pazienti che hanno raggiunto l’obiettivo di LDL <55 mg/dL hanno visto una significativa diminuzione del rischio rispetto a quelli che non l’hanno raggiunto e che hanno livelli superiori. Il beneficio pare essere ancora superiore per chi ha livelli di colesterolo LDL ancora più bassi”.

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