30 Aprile 2026 13:47

Imperia: le Ferrovie devono risarcire i proprietari di case che si affacciano sulla nuova linea. L’avvocato Prato, “nuovi principi stabiliti in dieci sentenze” / Video

In breve: Dieci sentenze contro Rete Ferroviaria Italiana stabiliscono nuovi principi di indennizzo a fronte della costruzione di nuove opere pubbliche

Ormai è diventato un principio imprescindibile: anche i proprietari di case non espropriati che si affacciano, anche se non direttamente, su nuove opere devono essere risarciti per la perdita di valore degli immobili. Lo stabiliscono dieci sentenze della Corte di Appello di Genova, passate in giudicato.

Dieci sentenze contro Rete Ferroviaria Italiana stabiliscono nuovi principi di indennizzo a fronte della costruzione di nuove opere pubbliche

A seguire le cause contro le Ferrovie, per numerosi proprietari di immobili che si affacciano sulla nuova linea Andora – San Lorenzo al Mare, è stato l’avvocato imperiese Paolo Prato.

Spiega l’avvocato Prato: “Si conclude un ampio contenzioso che prima aveva visto decine di posizioni chiuse in trattative e decine di cause in relazione alla quantificazione dell’indennizzo per i proprietari frontisti. Poi il contenzioso si è concentrato su coloro che inizialmente non avevano ricevuto alcuna proposta semplicemente perché erano non frontisti (vale a dire che la loro casa non si affaccia direttamente sulla nuova opera ndr) e la decima causa in Corte d’Appello si è chiusa favorevolmente ai proprietari case, sancendo quindi una serie di principi in favore degli indennizzi ai proprietari case e anche definendo alcune questioni collaterali estremamente importanti.

In sintesi, anche coloro che non sono direttamente espropriati, ma l’immobile riceve una grave perdita di valore a causa della presenza e a causa dell’esercizio della nuova linea, devono essere interamente indennizzati dei danni subiti. Così, se nell’esproprio il danno è il 100% devono ricevere il valore venale al 100%. In questo caso la proporzione di perdita deve essere interamente indennizzata.

Fino a pochi anni fa questo concetto non era applicato in quanto si credeva che l’indennizzo fosse qualcosa meno dell’intero corrispondente a un risarcimento e al danno subito. Altro principio fondamentale è quello di giustizia distributiva, ovvero che l’interesse collettivo di molti non deve andare a scapito e a peso del sacrificio di pochi, quindi fondamentale.

Altra situazione assolutamente importante è che l’indennizzo era stato negato sulla base delle linee guida TAV che sono ormai obsolete, sono superate dalla giurisprudenza e quindi i criteri per la liquidazione del danno devono seguire la giurisprudenza e non le linee guida Tav.

Questo è stato sancito in dieci sentenze di Corte d’Appello di Genova che non hanno poi ricevuto, cioè non è stato poi presentato da Rete Ferroviaria Italiana ricorso in Cassazione e quindi hanno stabilito dei principi valevoli su tutto il territorio nazionale“.

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