La Corte di Cassazione ha messo un punto fermo sulla questione degli autovelox: se non sono omologati, le multe non valgono.
Una sentenza che potrebbe avere ripercussioni anche sul territorio imperiese, dove questi dispositivi sono diffusi su diverse strade
La Seconda Sezione Civile della Suprema Corte, con ordinanza pubblicata il 1° ottobre 2025, ha stabilito che “è illegittimo l’accertamento eseguito con apparecchio autovelox approvato ma non debitamente omologato“. Insomma, l’approvazione ministeriale da sola non basta: serve l’omologazione vera e propria.
Il caso riguardava una multa per eccesso di velocità sulla statale, dove un automobilista era stato pizzicato a 88 km/h in un tratto con limite di 70. L’autovelox utilizzato era stato approvato dal Ministero delle Infrastrutture, ma non omologato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
La Cassazione ha spiegato che approvazione e omologazione sono “procedimenti con caratteristiche, natura e finalità diverse“. Il Codice della Strada è chiaro: solo le “apparecchiature debitamente omologate” possono fornire dati da considerare “fonte di prova“.
Come ha precisato la Corte, “l’utilizzo dell’espressione ‘debitamente omologati’ impone necessariamente la preventiva sottoposizione del mezzo di rilevamento elettronico a tale procedura” e solo così può essere “idonea a costituire fonte di prova per il riscontro del superamento dei prescritti limiti di velocità“.
Non è la prima volta che la Cassazione si pronuncia così. L’orientamento è ormai consolidato con diverse sentenze dello stesso tenore negli ultimi mesi. La questione interessa da vicino anche la provincia di Imperia, dove gli autovelox sono presenti su varie arterie.
Tira dritto invece il presidente della provincia, Claudio Scajola che, pur essendo a conoscenza della vicenda, ha sempre sostenuto che i ricorsi fossero appena lo 0,2% del totale delle multe, “a fronte di un guadagno sulle sanzioni di 4 milioni di euro”.
Intanto, nelle scorse settimane, era partito il censimento nazionale: enti locali e forze dell’ordine dovranno comunicare tutti i dati sui dispositivi di rilevamento della velocità presenti sul territorio, tra cui il fatto se siano o meno omologati.






