Il consigliere di minoranza del Gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra di Imperia, Lucio Sardi, interviene in merito alla questione dell’ex scalo ferroviario di Oneglia e alla futura ipotesi di realizzazione del nuovo supermercato Esselunga.
Sardi contesta punto per punto la ricostruzione fornita dall’amministrazione, accusandola di aver dato una “rappresentazione di comodo” sulla vicenda.
“Nella risposta all’interpellanza presentata da un gruppo di opposizione per avere notizie e chiarimenti sull’operazione che consentirà un’importante intervento edilizio nell’ex scalo ferroviario di Oneglia, il vicesindaco Fossati ha fornito una ricostruzione “personale” sulle responsabilità amministrative di quella pratica, che non corrisponde però al vero.
Per smontarla adotteremo la tecnica giornalistica del fact-checking (in questo caso un Foss-checking) ripercorrendo punto per punto la sua ricostruzione di comodo.
- Per Fossati, la responsabilità della futura realizzazione del nuovo supermercato e delle altre opere edilizie private nell’ex scalo merci di Oneglia sarebbe addirittura da addossare alla giunta Berio (in carica dal 1995 al 1999), in quanto colpevole di aver approvato, nel lontano 1999, il piano regolatore – ancora oggi vigente – che prevedeva per quell’area indici edificatori importanti.
Falso – Perché quel piano regolatore fu impostato dalla giunta Berio oltre 25 anni fa, quando la condizione urbanistica cittadina era molto diversa e in particolare lo era la presenza delle strutture commerciali della grande distribuzione, che in un quarto di secolo ha visto la nascita di almeno 5 nuovi supermercati. La scelta di lasciare immutati gli indici edificatori e le destinazioni che consentono a Esselunga di costruire un nuovo supermercato in un contesto urbanistico e commerciale ormai stravolto rispetto al 1999, è invece dell’amministrazione Scajola come dimostreremo dall’analisi degli atti che ha adottato nel 2020.
- Secondo Fossati anche la realizzazione del nuovo supermercato nell’area ex ferriere sarebbe stato frutto delle scelte, sul piano regolatore, della giunta Berio.
Falso – Su quell’area, al tempo della giunta Berio, era ancora presente la struttura in cemento armato dell’ex stabilimento siderurgico (su cui era posto un vincolo della sovrintendenza), struttura che venne abbattuta con un blitz amministrativo nel 2000 dalla giunta Sappa, consentendo al proprietario privato di poter realizzare con meno vincoli le stesse cubature preesistenti. È stata poi l’attuale giunta Scajola a consentire la realizzazione di un nuovo supermercato, consentendo al privato (a quel Colussi che ha chiuso l’Agnesi violando il patto che legava l’operazione edilizia su quell’area al mantenimento della fabbrica della pasta) di modificare i vecchi progetti che prevedevano la realizzazione di sale cinematografiche e di un museo dei cetacei.
- Per Fossati, il contratto con Ferrovie dello Stato per l’acquisto del tracciato della ciclabile – che prevede il pagamento tramite lo scomputo degli oneri di urbanizzazione sulle opere realizzate (ma per un valore doppio rispetto al valore assegnato alle aree acquistate) e la garanzia, per il futuro privato acquirente, dell’immodificabilità degli indici edificatori consentiti dal vecchio piano regolatore – sarebbe stato deciso nel 2018 dalla giunta Capacci.
Falso – Nel 2018 la giunta Capacci sottoscrisse solo una Intesa-quadro, predisposta dalla giunta Regionale, che impegnava i comuni interessati a farsi carico dell’acquisto del tracciato ferroviario destinato a diventare la ciclabile Tirrenica. Questo accordo di massima rimandava infatti a future interlocuzioni e accordi tra i comuni e le Ferrovie le modalità per regolare le acquisizioni e definire la riqualificazione urbanistica delle altre proprietà delle Ferrovie medesime.
La scelta della formula della permuta e il contratto capestro che oggi consente al gruppo Esselunga, che ha acquistato le aree da Ferrovie, di realizzare in quell’area l’ennesimo supermercato cittadino e una imponente quantità di nuove costruzioni, è avvenuta nel 2020/2021 per decisione dell’amministrazione Scajola.
Il fatto che, tanto il sindaco che il suo vice, abbiano in diverse occasioni pubbliche fornito una rappresentazione di comodo su tale vicenda e non si siano, come potevano, semplicemente assunti la paternità e responsabilità di quelle scelte, svela come su questa vicenda si tocchi un nervo scoperto di una amministrazione che, mentre assume un piglio prepotente nel dibattito con le opposizioni, manifesta il timore che certe sue decisioni siano svelate sino in fondo.
Come per ogni fact-checking scrupoloso, mettiamo a disposizione i documenti più recenti della vicenda che dimostrano, a chi voglia analizzarli, che Scajola e il suo vice e difensore d’ufficio, su questo tema abbiano tentato di confondere le acque, restando però inchiodati dalle carte.
Alleghiamo:
1 – Intesa quadro tra Ferrovie e Regione e comuni interessati, approvata dalla Giunta Regionale in data 21/02/2018 e sottoscritta l’11 maggio 2018 anche dal Comune di Imperia durante l’amministrazione Capacci;
2 – Delibera del Consiglio Comunale del 25 maggio 2020 e il Protocollo di Intesa con RFI spa e FS spa approvato in quella seduta, in cui si prevede la nomina della commissione tecnico-legale incaricata di stilare lo schema di contratto per l’acquisto da parte del Comune delle aree della ciclabile;
3 – Delibera del Consiglio Comunale del 18 gennaio 2021 con cui è stato approvato lo schema di contratto per l’acquisizione delle aree della ciclabile con la previsione del pagamento con permuta sugli oneri di urbanizzazione“.






