Dopo il rientro di Claudio Scajola in Forza Italia, la politica imperiese si sta riappropriando degli spazi che negli ultimi anni erano stati lasciati al cosiddetto “civismo”. E per il Centrodestra locale il momento risulta particolarmente delicato. Tutto lascia presagire che ne vedremo delle belle.
Il direttivo cittadino imperiese di Fratelli d’Italia ha ufficialmente annunciato “la volontà di promuovere la nascita di un coordinamento imperiese, con l’obiettivo di avviare un percorso condiviso in vista delle elezioni politiche del 2027 e di rafforzare la collaborazione tra tutte le forze della coalizione a livello locale“.
Nella stessa nota è spiegato a chiare lettere che “la decisione nasce dalla consapevolezza che il nostro territorio sta vivendo una nuova fase politica: Claudio e Marco Scajola sono recentemente rientrati in Forza Italia, mentre nel collegio uninominale della Camera dei Deputati è eletto l’On. Edoardo Rixi, esponente della Lega Salvini Premier e attuale Vice Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti; sul collegio uninominale del Senato è eletto l’Avvocato sanremese Gianni Berrino, esponente di Fratelli d’Italia“.
Per quanto l’obbiettivo indicato nella nota siano le elezioni politiche 2027, appare fin troppo chiaro, soprattutto trattandosi di un comunicato, da come si legge, del direttivo locale e non provinciale, che il messaggio vada letto anche e soprattutto in riferimento alle prossime elezioni amministrative legate al rinnovo del Consiglio comunale di Imperia. Tenendo naturalmente anche conto che, nel caso Claudio Scajola si dovesse effettivamente candidare al Senato, come già vociferato, la scadenza verrebbe anticipata di un anno.
Il ritorno di Claudio Scajola in Forza Italia, ampiamente annunciato e largamente comunicato, sta evidentemente accelerando i movimenti della politica nel capoluogo. La “stagione civica”, che ha consentito a Scajola di assicurarsi ben due mandati da sindaco, è ufficialmente finita. E torna la “stagione politica”, con tutti i suoi pro e i suoi contro. Anche per lo stesso Claudio Scajola.
Dopo la terrificante performance della candidatura di Luciano Zarbano, annunciata e ritirata in occasione delle ultime elezioni amministrative, che fra le altre cose ha avuto la conseguenza di un addio, con “candidatura civica” alle elezioni regionali, con Bucci, dell’ex coordinatore cittadino Giossi Massa, cui si aggiunge l’addio dell’ex coordinatore del Golfo Dianese Francesco Bregolin, Fratelli d’Italia non può permettersi altri scivoloni. E il nuovo segretario cittadino del partito della Meloni, Paolo Strescino, lo sa bene.
Strescino, i cui rapporti con il sindaco Scajola da tempo non sono propriamente idilliaci, è fra quelli che hanno dovuto subire l’intervento a gamba tesa di Ignazio La Russa sullo stop alla candidatura di Zarbano. E proprio da quello stop e da ciò che ne è conseguito, ha dovuto lavorare per cercare di rimettere insieme i cocci del partito nel capoluogo.
Ecco quindi che la nota di Fratelli d’Italia, ad un’analisi che non si fermi al solo scritto, appare come un monito chiaro alla Lega e soprattutto a Forza Italia: ora si torna a discutere all’interno delle segreterie locali dei partiti. Ed è pure certo che il partito di Giorgia Meloni farà pesare il fatto di avere il consenso maggiore a livello nazionale. Chiaro in questo senso anche il messaggio a Claudio Scajola: il nuovo sindaco non lo puoi scegliere da solo fra i tuoi delfini.
Senza contare che, oltre alla scelta del sindaco, ci sarà anche il dibattito per l’assegnazione degli assessorati, in caso di vittoria. E pure delle candidature in Consiglio comunale. Un problema che sicuramente si stanno ponendo anche coloro che siedono oggi in Giunta e negli scranni della maggioranza. Qualcuno si è già lanciato dietro a Claudio Scajola, mentre altri sono ancora alla finestra, più preoccupati che speranzosi.
Anche perché bisogna tenere sempre d’occhio i movimenti a livello nazionale, in modo particolare quelli di Forza Italia, che, come di recente ha evidenziato anche Luciano Zarbano, ha già dato segnali di apertura verso le forze di Centrosinistra rappresentate da Renzi e Calenda. Ed è chiaro che eventuali giravolte nazionali, finito il civismo e tornata la politica, avrebbero contraccolpi anche a livello locale.
E poi, in ultimo, ma non ultimo, c’è, comunque, sempre lui: Claudio Scajola. Che da decenni mastica politica a colazione, pranzo e cena. Sottovalutare le sue mosse e le sue mire sarebbe il più grande degli errori.
Da qui al 2027 c’è tempo, sempre che si arrivi fino al 2027, ma la partita pare sia già cominciata.
A cura di Andrea Pomati






