I consiglieri comunali di minoranza Ivan Bracco e Daniela Bozzano (PD) hanno inviato una segnalazione alla Sezione Polizia Stradale di Imperia e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in merito al progetto sperimentale delle navette a guida autonoma attivate lungo la pista ciclopedonale, tra l’ex stazione ferroviaria di Porto Maurizio e la rotonda di via Trento.
Secondo Bracco e Bozzano, le navette «seguono un percorso che costeggia le corsie destinate al transito pedonale e ciclistico, con divisione composta da new jersey largo circa 40 centimetri in cemento». In un tratto, tuttavia, «il percorso cambia corsia incrociando il transito di bici, quadricicli, monopattini e pedoni, il tutto ad ora non regolamentato ed in futuro probabilmente regolato da impianto semaforico».
I consiglieri segnalano anche che, nei pressi dell’ex stazione di Porto Maurizio, «le navette incrociano la viabilità ordinaria regolata da un semaforo», sottolineando quindi possibili criticità per la sicurezza di pedoni e ciclisti.
Bracco e Bozzano richiamano il Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2018, che regola la sperimentazione dei veicoli a guida automatica, ricordando che la Direzione Generale per la Motorizzazione deve rilasciare un’apposita autorizzazione e che i mezzi «devono esporre un tagliando ben visibile come previsto dall’art. 9 comma 4 (allegato B)» e «essere dotati di targa prova come stabilito dal comma 5 dello stesso articolo».
«Le verifiche visive poste in essere dai sottoscritti dimostrano che la navetta non risulta essere dotata di alcun adesivo come allegato B art. 9 comma 5 e priva di targa prova art. 9 comma 5», scrivono i due consiglieri nella segnalazione.
Per questo, chiedono alla Polizia Stradale di Imperia di «effettuare le verifiche tecniche e amministrative ritenute opportune al fine di garantire la sicurezza stradale, delle persone e il rispetto delle prescrizioni indicate nel decreto sopra citato se violate».
Infine, Bracco e Bozzano ricordano che il decreto ministeriale prevede che la sperimentazione abbia una durata massima di due anni, con la presenza obbligatoria di un operatore a bordo. Terminato il periodo, spiegano, «l’utilizzo si ferma perché non esiste norma che autorizza la messa in servizio permanente».






