Un nuovo stop si abbatte sulla pesca. Dal 31 ottobre al 30 novembre 2025 tutte le imbarcazioni autorizzate all’uso di reti a strascico e sfogliare rapidi dovranno rimanere in porto. La misura riguarda le zone di pesca GSA 8, 9 (quindi compreso anche il mare che si affaccia su Imperia), 10 e 11 e punta a ridurre del 20% le catture di nasello in periodo riproduttivo.
A stabilirlo è un decreto del Direttore Generale della pesca marittima del Ministero dell’Agricoltura, che recepisce il regolamento europeo 2025/219
In cambio dello stop, i pescatori otterranno un aumento del 13% dei giorni di pesca per il 2025. Ma non è tutto. Anche chi usa palangari e attrezzi da posta non potrà pescare nasello durante novembre, mentre per la pesca sportiva il divieto si estende fino al 31 dicembre.
Dura la reazione di Lara Servetti, presidente regionale Lega Coop Pesca: “Questo decreto è il risultato di una mancata programmazione, dove l’Italia non ha attivato le misure di contenimento a gennaio, dopo il confronto con Bruxelles. Spagna e Francia sì, noi no”.
Servetti non usa mezzi termini: “È amaro: i pescatori, già fermi 4 settimane, dovranno stare all’ormeggio altre 4. Le nostre proposte sono state ignorate, come se il settore della pesca, con le sue eccellenze, tradizioni e lavoro, non contasse”.
“È necessario che vengano pagati subito i fermi arretrati e che mettano in esecuzione subito misure di sostegno sia alle aziende che ai lavoratori”.






