17 Aprile 2026 14:48

Dalla domanda di protezione al CPR di Bari: la brutta disavventura di un Tunisino in Italia da vent’anni

In breve: Il trasferimento, sostenuto dalla Polizia per alcuni precedenti penali dell'uomo, è stato ritenuto illegittimo dalla Corte di Appello di Genova

Una brutta disavventura ha visto protagonista nei giorni scorsi un uomo di origine tunisina, ma che vive e lavora tra Sanremo e Savona. Tutto ha avuto inizio il 30 ottobre, quando l’uomo si è recato presso la questura di Savona per presentare la domanda di protezione internazionale. Secondo quanto ricostruito, gli agenti gli avrebbero a quel punto fatto sapere di dover svolgere alcuni accertamenti, chiedendo di ripresentarsi il giorno dopo.

Il trasferimento, sostenuto dalla Polizia per alcuni precedenti penali dell’uomo, è stato ritenuto illegittimo dalla Corte di Appello di Genova

Il 31 ottobre l’uomo si è, dunque, ripresentato negli uffici della Questura, per fare, però, un’amara scoperta. Gli agenti gli avrebbero, infatti, contestato alcuni precedenti penali, per i quali – sostenendone la pericolosità sociale e il pericolo di fuga qualora la domanda non venisse accolta – hanno disposto l’immediato trasferimento in un CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio). Non solo, essendo il centro più vicino (quello di Torino) già pieno, è scattato d’ufficio il trasferimento a Bari.

Il provvedimento è stato subito impugnato dal difensore di fiducia dell’uomo, l’avvocato Hakan Eller del Foro di Imperia, che ha sostenuto l’illegittimità del provvedimento. Si tratta, infatti, di una persona residente sul territorio italiano da tantissimi anni, circa venti, che nel nostro paese lavora regolarmente e ha famiglia (i cui membri sono tutti incensurati).

La questione è finita immediatamente davanti a un giudice della Sezione Civile per l’Immigrazione e la Protezione Internazionale della Corte d’Appello di Genova. Nell’udienza tenutasi lo scorso 3 novembre, il Commissario di Polizia responsabile del trasferimento ha richiesto la convalida del trasferimento presso il CPR, provvedimento, invece, fortemente osteggiato dall’avvocato Eller, anche attraverso il deposito di memorie scritte depositate in precedenza.

Il Giudice ha, quindi, accolto le tesi della difesa, giudicando illegittimo il trasferimento e disponendo l’immediata liberazione dell’uomo dal CPR di Bari.

Per la domanda di protezione internazionale la palla passa, invece, alla Commissione Territoriale di Genova, che lo dovrà convocare per un’audizione, nel corso della quale potrà esporre i fatti e le ragioni per cui ritiene di non poter ritornare in Tunisia.

[Foto CPR di Bari © Ansa]

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