19 Aprile 2026 20:06

Imperia, sequestro bus RT. Sardi: “Candidati alle elezioni provinciali non mettono al centro il tema per salire sul ‘Tram Scajola’”

In breve: Le parole del consigliere di AVS: "Invece di mostrare insofferenza verso l'iniziativa giudiziaria, servirebbe maggiore serietà e responsabilità per trovare soluzioni utili"

Il consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Lucio Sardi interviene con una nota in merito al recente sequestro, da parte della Procura della Repubblica di Cuneo, di 25 autobus della Riviera Trasporti, facenti capo sia alla sede Imperiese che alla consorella RT Piemonte.

Le parole del consigliere di AVS: “Invece di mostrare insofferenza verso l’iniziativa giudiziaria, servirebbe maggiore serietà e responsabilità per trovare soluzioni utili”

Scrive Sardi: “Il completamento della procedura concordataria della società Riviera Trasporti – che ne ha scongiurato il fallimento per il dissesto causato da decenni di gestione scellerata di una società affidata a politici temporaneamente senza incarico o esperti nella fedeltà al potere politico locale che “conta” – non sembra aver minimamente inciso sulla condizione del servizio pubblico locale.

Al rilancio della società annunciato dal Presidente della Provincia in occasione, nel giugno scorso, del riaffidamento a RT spa del servizio pubblico locale sino al 2028, è invece corrisposto, se possibile, un peggioramento della situazione.

La condizione disastrosa del trasporto pubblico locale della provincia è testimoniata dalle quotidiane segnalazioni degli utenti circa la condizione pessima dei mezzi, i ritardi e le cancellazioni delle corse che colpiscono in particolare le linee dell’entroterra.

Il sequestro da parte della procura della repubblica di Cuneo di 25 mezzi di RT (14 utilizzati per le linee piemontesi e 11 per quelle imperiesi) in quanto ritenuti inidonei alla circolazione, più che una giustificazione per le attuali quotidiane carenze del servizio, sono l’evidenza della situazione che si vive da mesi e lo specchio dell’inadeguatezza della dirigenza aziendale e della politica locale, che dovrebbero occuparsene.

Abbiamo infatti assistito all’incredibile scivolone del presidente Scajola il quale, dopo aver pubblicamente criticato l’iniziativa della procura, durante un consiglio provinciale in cui rispondeva a una interrogazione in merito, ha dichiarato che non vi erano mezzi sequestrati utilizzati sulle linee provinciali, finendo per essere smentito a stretto giro dagli stessi inquirenti.

Non meno inadeguato è stato l’atteggiamento della dirigenza di RT che, invece di dare segnali di responsabilità nei confronti di una situazione quanto meno imbarazzante, ha tenuto un atteggiamento di chiusura, anche verso l’attività della stampa.

Chi ha la responsabilità politica e gestionale di un servizio così delicato – e che non appare in grado di dare risposte ai quotidiani disservizi segnalati dagli utenti – sembra non capire che una delle ragioni di questa situazione nasce proprio dalla carenza di condizioni di sicurezza e manutenzione dei mezzi che ne ha portato al sequestro in un numero così alto.

Invece di mostrare insofferenza verso l’iniziativa giudiziaria volta a garantire la sicurezza dei viaggiatori e del personale e usarla come scusa per giustificare carenze del servizio che erano già presenti già prima del sequestro dei mezzi, servirebbe maggiore serietà e responsabilità per trovare soluzioni utili.

Non meno inadeguato è però l’atteggiamento di una parte degli amministratori locali della provincia, i quali sembrano piuttosto pigri e poco interessati ad agire per difendere un servizio pubblico negato ai propri cittadini.

Considerato che a breve saranno chiamati a rieleggere il presidente della Provincia e il Consiglio Provinciale, invece di mettere questo tema al centro di una proposta per porre rimedio all’attuale situazione, sembrano piuttosto in attesa di salire sull’unico mezzo che consente sempre di arrivare in orario nei luoghi del potere, la linea lusso del “tram Scajola” sotto forma di listone pigliatutto con candidato unico alla presidenza.

Il fatto che neanche di fronte a una situazione disastrata del servizio pubblico di cui la Provincia ha diretta competenza (l’altro, per intenderci, è quello idrico che ci ha regalato i maxi conguagli di Rivieracqua e la sua privatizzazione), la gran parte dei sindaci e degli amministratori dei 66 comuni della provincia sentano la necessità di rompere o mettere in discussione il sistema di potere di Scajola, fa temere che, ancora una volta, mentre qualcuno lo usa per raggiungere il suo personale obiettivo, ai cittadini della provincia non resti invece che “attaccarsi al tram”“.

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