Si erano presentati alla Motorizzazione Civile di Imperia per sostenere l’esame della patente, ma secondo l’accusa avevano escogitato un sistema fraudolento per superare la prova: un microauricolare nell’orecchio, una microcamera nascosta e una persona collegata da casa pronta a suggerire le risposte.
Protagonisti della vicenda due uomini di origine nigeriana classe 1976 e 1994 difesi dall’avvocata Roberta Sisimbro del foro di Torino e dall’avvocato Luca Brazzit del foro di Imperia.
Secondo la ricostruzione entrambi riuscirono effettivamente a superare l’esame teorico per il conseguimento della patente. Tuttavia, poco dopo la prova, i due vennero sottoposti a una perquisizione che portò al ritrovamento di un sofisticato sistema di comunicazione: una microcamera, un microauricolare e un collegamento attivo con una terza persona esterna, verosimilmente incaricata di suggerire in tempo reale le risposte corrette.
Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 1 della legge n. 475 del 1925, che punisce le modalità fraudolente per il superamento di esami pubblici. Il procedimento è stato rinviato al prossimo 21 gennaio 2026.






