Durante l’ultima giornata di Olioliva 2025, mentre la città celebrava l’eccellenza dell’olio locale, si è svolta una piccola manifestazione a favore della Palestina, con un volantinaggio e alcuni interventi che hanno richiamato l’attenzione sulle condizioni dei campi di ulivi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.
L’iniziativa, organizzata da realtà locali e da semplici cittadini presenti alla kermesse, ha voluto porre un confronto parallelo: da un lato la festa intorno all’olio e alle produzioni del territorio; dall’altro la difficoltà di comunità agricole che, secondo i promotori, subiscono attacchi, distruzioni di alberi e l’impossibilità di coltivare e preservare sementi e tradizioni locali.
A prendere la parola è stato Michelangelo Benza (USB), che ha denunciato le condizioni di chi non può più coltivare la propria terra e ha richiamato l’attenzione sul valore strategico dell’agricoltura per la sopravvivenza culturale ed economica di una popolazione. Benza ha ricordato, in particolare, i danni legati alla distruzione di semi e risorse agricole, definendoli azioni che compromettono la possibilità stessa di continuare a vivere e lavorare il territorio.
«Distruggere le sementi di una popolazione – ha sottolineato Benza – significa distruggere la sua cultura e la possibilità di continuare ad abitare la terra». Allo stesso tempo ha chiesto solidarietà per le comunità colpite e un segnale di vicinanza da parte della città e degli operatori del settore.
La manifestazione ha presentato anche materiali informativi intitolati “Olio, olive & Palestina”, che illustravano la situazione degli ulivi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza: la centralità dell’olivo per molte famiglie, la perdita di produzione e l’impatto sociale ed economico sul territorio evidenziando come la distruzione degli uliveti comprometta non solo la produzione di olio, ma l’autonomia e la possibilità di sussistenza delle comunità locali.
Il toccante intervento di Mohammed: “Non vogliono la pace, vogliono la terra senza le persone”
L’intervento di Mohammed: “A Gaza non c’è tregua, la gente continua a morire senza acqua né medicine”
Durante la manifestazione a Olioliva, è intervenuto anche Mohammed, recentemente rientrato dalla Striscia di Gaza, che ha raccontato la situazione che sta vivendo la popolazione palestinese.
“Sapete benissimo cosa sta succedendo a Gaza. Non è una tregua, non è vero. I bombardamenti continuano, la gente viene uccisa e gli aiuti sono bloccati. Anche quando entrano, non bastano, non arrivano tende, non arrivano medicine, non arriva l’acqua. La verità è che continuano a bombardare e a bloccare tutto. Il loro progetto è cancellare la gente, non vogliono la pace, vogliono la terra senza le persone.
I media non raccontano tutto. Ci sono tanti malati che muoiono ogni giorno: circa il 40% delle persone con problemi ai reni non riesce più a curarsi, perché gli ospedali non funzionano e mancano i farmaci.
Hanno distrutto quasi tutta Gaza, dicono che le vittime siano 60 o 70 mila, ma sono molte di più: oltre 100 mila persone, perché tante muoiono anche di fame, di sete, di malattie o per mancanza di cure. È una tragedia enorme.
Siamo contenti di vedere che anche qui, a Imperia, la gente è scesa in piazza per noi, per Gaza e per la Palestina. Significa molto. Voi sapete cosa succede, sapete che questa è una situazione di oppressione che dura da quasi 80 anni. Non è normale vivere sotto occupazione per tutto questo tempo. Non è normale vedere bambini uccisi ogni giorno. Questa è la verità, ed è importante che la gente continui a parlarne“.
A cura di Selena Marvaldi






