Si è svolta oggi davanti al giudice Di Naro una nuova udienza del processo che vede imputato un 39enne, accusato di stalking, violazione di domicilio e percosse nei confronti dell’ex compagna. Dopo la testimonianza resa negli scorsi mesi dalla donna, oggi è stato il turno del proseguimento dell’esame dell’imputato, difeso dall’avvocato Luca Brazzit, che ha respinto con decisione ogni addebito dichiarando la propria innocenza “Non le ho mai alzato un dito“.
Le dichiarazioni dell’imputato: “Ho fatto dei video per tutelarmi. Se fossi un violento avrei fatto altro, non riprendere la scena”
Durante l’udienza sono state proiettate le fotografie scattate durante la vacanza in Egitto, periodo dal quale – secondo l’accusa – sarebbe iniziata la spirale di violenze e intimidazioni. Il 39enne, coadiuvato da foto di coppia felici e che non facevano pensare a nulla di tragico tra i due, ha fornito quindi la sua versione sostenendo che, dopo una lite, l’ex fidanzata gli avrebbe comunicato di aver cancellato il suo biglietto di ritorno e di non volerlo lasciar uscire dalla stanza, affermando che fosse “sotto la sua responsabilità”.
In aula sono stati poi ascoltati e visiti anche alcuni filmati registrati dallo stesso imputato, che ha spiegato di averli salvati perché si sentiva in pericolo. Nei file, la donna sembrerebbe impedirgli di andare via dal luogo in cui si trovavano e, in un altro video, si vede l’ex compagna intenta a bloccare l’auto del 39enne, mentre lui ribadisce di non voler proseguire la relazione, affermando di voler “chiudere ogni rapporto”, soprattutto dopo aver scoperto alcune sue attività sui social.
“Facevo il video per tutelarmi – ha detto l’imputato – se fossi stato una persona violenta avrei fatto altro, non certo riprendere la scena.”
Sono stati poi ascoltati alcuni messaggi audio che la madre dell’imputato aveva inviato alla donna, registrati nel giorno in cui i due si recarono presso l’abitazione dell’ex fidanzata per recuperare gli effetti personali del figlio. In quell’occasione, secondo quanto riferito oggi, furono chiamati anche i Carabinieri, poiché lei non avrebbe aperto la porta.
La testimonianza della responsabile del centro antiviolenza
In aula è stata ascoltata anche la responsabile del centro antiviolenza che segue l’ex fidanzata dell’imputato. La professionista ha parlato di una donna “fortemente provata”, descritta come “frammentata, magrissima” e ha spiegato che il quadro clinico mostrerebbe segni compatibili con un disturbo post traumatico da stress, già confermato anche dall’ASL. Nessun elemento, invece, farebbe pensare a problematiche psichiatriche.
Secondo quanto riferito, nelle dichiarazioni della donna emergerebbero dinamiche di “manipolazioni, svalutazioni, abusi di potere, gaslighting e coercizioni”, che avrebbero portato a episodi lesivi e alla perdita progressiva di autonomia emotiva. La responsabile ha sottolineato che, nonostante la relazione fosse formalmente conclusa, sarebbero rimasti “agganci emotivi” tipici delle situazioni di abuso. “Per noi è molto credibile” ha concluso.
La prossima udienza, nella quale è previsto il proseguimento dell’istruttoria, è fissata per il 26 aprile.






