Il Consiglio comunale ha approvato ieri sera una variazione d’urgenza al bilancio, legata ai fondi erogati dalla Regione per la pista ciclopedonale sull’Incompiuta.
L’approvazione di una variazione di bilancio per i fondi giunti dalla Regione ha riacceso il dibattito sul progetto
Spiega l’assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Gaggero: “Si tratta di una variazione di bilancio legata alla pista ciclopedonale. Il ministero ha assegnato alla regione 25 milioni di euro per la Ciclovia Tirrenica e il progetto è articolato in stralci. Lo stralcio tre riguarda noi ed è relativo all’Incompiuta. La Regione ha individuato il nostro comune quale soggetto realizzatore prevedendo il trasferimento al nostro comune di un milione e 300mila euro.
E’ stato approvato uno schema di convenzione con la Regione per disciplinare i lavori. La variazione di bilancio è necessaria per incamerare i fondi regionali e attuare tutto ciò che è previsto dallo schema di convenzione e perché l’opera deve essere realizzata e collaudata entro il 30 giugno 2026″.
Sottolinea Luciano Zarbano di Imperia senza padroni: “L’atto è tecnicamente semplice e riguarda l’iscrizione di risorse vincolate — 11.750 euro nel 2025 e 1,288 milioni nel 2026 — necessarie per rispettare la convenzione con la Regione. La scadenza del collaudo al 30 giugno 2026 era nota da tempo e non rappresenta quindi un evento imprevisto. In questo modo il Consiglio non partecipa alla programmazione: arriva solo a ratificare decisioni già adottate, perdendo il controllo preventivo che il TUEL assegna all’organo consiliare”,
Zarbano ha inoltre evidenziato l’assenza di informazioni essenziali sullo stato del progetto, sui tempi delle fasi tecniche e sui rischi legati alla scadenza regionale: “Senza cronoprogrammi e senza un quadro operativo, la variazione diventa un atto puramente contabile”.
Pur definendo la Ciclovia Tirrenica “un’opera strategica per il territorio“, il consigliere Zarbano ha richiamato la necessità di un maggiore coinvolgimento del Consiglio per “garantire trasparenza, tempi certi e l’utilizzo efficace dei finanziamenti esterni”.
Debora Bellotti del Pd contesta il fatto che per 510 metri dalla parte imperiese vi sia il passaggio delle auto a senso alternato per raggiungere dei parcheggi. “Se il Comune di Imperia ha progettato questa follia io non capisco quale sia il pensiero alla base di questa idea folle che stravolge una zona di grande pregio“. Un pensiero condiviso anche da Edoardo Verda e Ivan Bracco, sempre del Pd.
Lucio Sardi di Alleanza Verdi Sinistra interviene e dice: “Volete che io sia propositivo. Benissimo. Togliete le macchine che lì non c’entrano niente e ci mettete le due navette che tanto non servono a niente e gli fate fare avanti e indietro in quel pezzo di ciclabile lì, almeno togliamo un problema dall’altro tratto della ciclabile. Volete dei parcheggi? togliete quel pezzo inutile di ciclabile che avete fatto a Borgo Peri e metteteli lì i parcheggi”.
Andrea Landolfi e Antonello Ranise dai banchi della maggioranza richiamano la discussione sulla variazione di bilancio e non sul progetto della pista ciclabile.
Enrico Lauretti di Società aperta e Imperia di tutti chiede di intervenire ulteriormente sul progetto. Ma la presidente di turno, Laura Amoretti del suo stesso gruppo, lo invita a restare nel tema. E nasce così un siparietto fra i due che diverte maggioranza e opposizione. “Si dimostra che siamo liberali. La presidente che è del mio gruppo ha fatto parlare tutti gli esponenti di opposizione e ora toglie la parola a me”.
Loredana Modaffari del Pd chiede il ritiro della pratica e di riprendere la discussione in presenza dell’assessore Monica Gatti.
Interviene il sindaco Claudio Scajola, che ricorda come l’argomento della discussione sia la variazione di bilancio legata al finanziamento Pnrr per questo tratto di cilabile.
Spiega Scajola: “A me il progetto della parte dianese non piace e ho preferito chiedere che i fondi li girassero a noi e così la ciclabile ce la facciamo come vogliamo. Sarà il tratto di cilacabile più bello che c’è, anche se capisco che i gusti sono diversi, ma la gente ha preferito la nostra diversità perché ritiene che abbiamo capacità maggiori di interpretare il futuro e il bello della città.
La pratica di oggi comunque verte sul fatto che noi diventiamo soggetto attuatore per fare questo tratto di ciclabile. La parte progettuale la esporremo a breve. La preoccupazione è che bisogna essere velocissimi e non si può dormire, perché dobbiamo terminare tutto entro il 30 di giugno 2026. Inoltre abbiamo preferito che nella tratta del Roja bis che passa abbiamo preferito non abbandonare la vecchia e introdurre un tubo che è finito l’altro ieri e quindi ora l’Incompiuta è libera per iniziare i lavori e avremo anche un ulteriore tubo che ci permetterà in futuro di essere sicuri che non avrermo più crisi idrica. Il passaggio del tubo dovrà poi arrivare fino alla chiesetta dei Peri e per questo non abbiamo ancora sistemato la strada anche se è disastrata”.
La pratica è stata approvata a maggioranza,






