11 Maggio 2026 20:17

Imperia–Ventimiglia, maxi-inchiesta sul traffico di migranti: in 11 a processo. Oggi le sentenze

È terminata la prima fase di un importante processo che vedeva imputati 11 uomini, di età comprese tra i 20 e i 45 anni, provenienti da Pakistan, Afghanistan, Iraq, Tunisia e Algeria accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nell’ambito di una gigantesca indagine che si è svolta anche in Francia, il gruppo avrebbe operato nell’estremo ponente ligure, in particolare nelle zone di Ventimiglia e Sanremo, organizzando sistematicamente il trasferimento illecito di cittadini stranieri oltre confine.

Le origini dell’indagine

L’indagine nasce nel 2020, quando una serie di controlli, pedinamenti e riscontri forniti dalle autorità francesi portano a delineare un presunto sistema collaudato: gli imputati, secondo l’accusa, avrebbero organizzato viaggi a pagamento offrendo passaggi a bordo di auto di grossa cilindrata o tramite collocamento dei migranti nei rimorchi dei tir, spesso all’insaputa dei conducenti.

Le contestazioni riguardavano in particolare la favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dal numero delle persone trasportate e dalla presenza di più soggetti coinvolti in ogni singolo episodio.

In molte circostanze, gli imputati difesi, tra gli altri, dagli avvocati Davide La Monica, Luca Brazzit, Ersilia Ferrante, Ramadan Tahiri, avrebbero agito in concorso tra loro, dividendo ruoli e responsabilità: chi reclutava i migranti, chi guidava le vetture, chi coordinava i movimenti da Ventimiglia verso il confine.

Oltre ai tentativi di espatrio illecito, l’indagine documenta anche trasferimenti di denaro all’estero, effettuati tramite servizi di money transfer. Secondo la Procura, alcune di queste operazioni avrebbero costituito il presunto provento dell’attività illecita.

Le sentenze

Oggi sono arrivate le sentenze per gli impuati che, in linea generale, mostrano un quadro caratterizzato da svariati patteggiamenti. Nonostante infatti gli episodi contestati e gli accertamenti svolti, in molti casi la prova non è stata raggiunta. Altri imputati, invece, hanno patteggiato in continuazione con condanne precedenti, mentre alcuni sono risultati irreperibili, anche perché parte degli arresti e di conseguenza dei processi era stata eseguita direttamente in Francia. Nello specifico ad Imperia la sentenza più alta è stata relativa ad un patteggiamento a circa 3 anni e 90mila euro di multa.

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