12 Maggio 2026 03:18

Imperia: in biblioteca la presentazione di “Violino stonato”, il nuovo romanzo di Daniele La Corte / Foto e video

In breve: Ospite d'eccezione l'ex Capo della Polizia di Stato e della Protezione Civile Franco Gabrielli, che proprio a Imperia iniziò la sua carriera

Una Sala Convegni della Biblioteca gremita ha accolto questo pomeriggio la presentazione di “Violino stonato”, il nuovo romanzo di Daniele La Corte. L’incontro, oltre all’autore, ha visto la partecipazione anche del presidente dell’Anpi imperiese Ugo Mela e di quello dell’Isrecim Giovanni Rainisio, senza contare la presenza di un ospite di eccezione, l’ex Capo della Polizia e della Protezione Civile Franco Gabrielli, che ha fatto oggi ritorno nella città da cui è partita la sua carriera.

Ad aprire la presentazione, inoltre, un video realizzato da Andrea Elena, che con l’utilizzo di immagini d’epoca ha costruito un documentario che segue il filo conduttore del libro.

Ospite d’eccezione l’ex Capo della Polizia di Stato e della Protezione Civile Franco Gabrielli, che proprio a Imperia iniziò la sua carriera

Un romanzo, quello di La Corte, che dopo il recente “Agostino”, dedicato alla storia del ristorante imperiese “Salvo Cacciatori”, guarda alla Storia con la S maiuscola. “Comunque c’è un legame con Imperia indubbiamente – sottolinea, però, l’autore – perché la presenza del dottor Gabrielli, che ha iniziato la sua carriera in polizia proprio da Imperia, diventando poi il capo della Polizia di Stato a livello nazionale, beh, un po’ di Imperia c’è in questo libro. Anzi, direi che ce n’è tanta perché il coprotagonista è un imperiese, perlomeno è un personaggio che vive ad Imperia da oltre 50 anni. Ecco, pertanto c’è tutto una un insieme di di avvenimenti, di storie che si collegano: il periodo bellico e la campagna d’Africa, ma anche il successivo avvenire che è stato quello della riforma della polizia che ha avuto in Imperia una grossa partecipazione da parte di chi allora era un giovane poliziotto, tanto da arrivare poi alla smilitarizzazione e da pubblica sicurezza diventò Polizia di Stato. Perché ‘Violino stonato?’ Insomma, è quella metafora che ci dovrebbe far capire le stonature del passato e le stonature del presente. Il fatto che ci sia di mezzo un violino è perché il protagonista amava il violino. Prigioniero in Africa, un suo commilitone gli costruisce un violino con una cassetta delle munizioni e questo violino lo seguirà per tutta la vita. Lui è un fascista in quel periodo, ma tornato in Italia, una volta scarcerato, perché era prigioniero degli inglesi in Africa, capisce quale fossero state le brutture del ventennio e della logica mussoliniana e hitleriana“.

Un romanzo che, dunque, presenta due elementi molto cari all’ospite di questa giornata, Franco Gabrielli: la Polizia e la città di Imperia. “La polizia è stata la realizzazione di un sogno di un ragazzino di 12 annicommenta Gabrielli – che voleva fare il funzionario di polizia e ha avuto lo straordinario privilegio di entrarci e poi di arrivare a farne il capo. Imperia è stata, invece, la mia prima sede operativa, perché dopo poco meno di un anno al reparto mobile di di Genova fui trasferito ad Imperia dove sono rimasto 3 anni e mezzo e dove posso dire di aver imparato gran parte del mestiere“.

Un ritorno che per l’ex Capo della Polizia “è stato un tuffo nel passato. Ho visto volti che seppure invecchiati come il trascorrere del tempo inevitabilmente produce, ma con l’affetto e il trasporto emotivo di quando ho lasciato ormai credo 35-36 anni fa“.

La trama di “Violino stonato”

Violino stonato” è il racconto romanzato di una storia vera. Il protagonista è un operaio dell’Ansaldo di Genova, militare volontario nella campagna d’Africa, frutto della folle megalomania di Benito Mussolini. Il metalmeccanico Otello Botti combatte nel deserto sino al momento in cui cade prigioniero degli inglesi. Benito Mussolini suonava il violino e lui viene affascinato da quello strumento fantastico. Nella prigione africana un commilitone gli fabbrica, con i resti di una cassetta per munizioni, un violino. È stonato, ma ugualmente sprigiona note che lui considera fantastiche, in grado di far capire a tutti come la musica avvicina a Dio e di conseguenza alla vittoria.

Il nuovo libro di La Corte ha mille sfaccettature e segue un percorso che porta Otello Botti alla comprensione totale dei valori della democrazia. Sperava in un figlio violinista, ma avrà un erede che sceglierà di diventare poliziotto, prima manganellatore, poi tra i fondatori del sindacato di polizia.


A cura di Matteo Cantagallo

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