7 Maggio 2026 06:03

Sanità ligure, FP CGIL Imperia contro la riforma: “Manca di risposte concrete”

La Funzione Pubblica CGIL Imperia interviene duramente sulla nuova Riforma della Sanità ligure, presentata nei giorni scorsi in un incontro a Bussana alla presenza dei vertici regionali e dell’ASL 1. Il sindacato contesta sia il merito sia il metodo della proposta, definita “priva di risposte concrete” per i territori periferici e critica verso l’esclusione dal confronto dei 2.600 lavoratori del comparto sanitario e amministrativo.

Le parole del segretario generale

“In data di venerdì 05 dicembre alle 16 si è svolto a Bussana l’incontro per la nuova Riforma Sanitaria, con Presidente della Regione (in videoconferenza), l’Assessore alla Sanità, la Dirigenza Aziendale ASL 1, i Dirigenti Medici e Direttori dei Servizi Aziendali e le Organizzazioni Sindacali. (Il personale sanitario e amministrativo del comparto non è stato invitato: 2600 lavoratrici e lavoratori non invitati).

La FP CGIL Imperia si dichiara contraria alla Riforma sulla Sanità Ligure presentata attraverso la proiezione di slide e contestualmente spiegazioni del Presidente Regione Liguria e dell’Assessore alla Sanità.

Una riforma che manca di risposte concrete alle vere problematiche della popolazione nella nostra regione, soprattutto alla popolazione dei territori e delle province distanti da Genova Città Metropolitana, in quanto carente di numerosi servizi, specialità ospedaliere, nonché continua carenza di Medici e personale del comparto appartenenti a qualsiasi figura: infermieri, tecnici radiologia, di laboratorio, OSS ecc.

Inspiegabile il giudizio e il comportamento di una Dirigenza Regionale, che affronta con leggerezza e in tempi record una riforma e un cambiamento che rischia di far saltare tutti gli equilibri di un’assistenza sanitaria già precaria e in costante affanno.

È stato spiegato il cambio della “Governance”: una Direzione Generale che sarà a comando di tutte le ASL Provinciali, affiancata da un’altra Dirigenza che governerà su parte dei Presidi Ospedalieri di Genova.

Qual è il fine di questa riforma?

La FP CGIL non ritiene siano soddisfacenti le parole sentite durante l’incontro. Sicuramente fa piacere sentir dire che si potranno uniformare i salari di tutto il personale dipendente, ma rimane da comprendere con quali fondi (bilancio profondamente negativo per tutte le ASL liguri) e con quale contrattazione aziendale di riferimento.

Non crediamo sia possibile unificare sotto un’unica direzione 5 ASL, 5 territori profondamente differenti per tecnologia aziendale, piattaforme operative gestionali, economie, risorse umane, strutture, infrastrutture, popolazione, storia e territorio stesso.

Déjà-vu.
Dopo le prime slide che introducono alla discussione della Riforma Sanitaria, si leggono parole che rimandano al passato: favorire una evoluzione equilibrata del Servizio Sanitario Regionale, valorizzazione e potenziamento sanitario sul territorio, governance regionale, servizi di prossimità, principio di efficienza, efficacia, miglioramento delle risorse, equità di accesso ai servizi ricompresi nel Servizio Sanitario Regionale.

Queste sono le stesse parole che introducevano la nascita di ALISA nel 2016, che termina il suo percorso oggi dopo un disastro economico negativo di tutte le Aziende Sanitarie Liguri che ha portato carenza di personale, carenza di servizi, profonda disomogeneità nell’assistenza – soprattutto quella territoriale – strutture pubbliche affidate al privato, cittadini sempre più spesso rimbalzati da un territorio all’altro grazie a liste d’attesa infinite ecc.

Il progetto Alisa non è andato a buon fine ed è stato un fallimento riconosciuto dalle stesse figure di vertice regionale che oggi ripresentano una riforma dalla descrizione molto simile e, a nostro avviso, potenzialmente più pericolosa.

Ma sempre dalle prime slide altre cose non tornano: molti risparmi verranno recuperati sulla gestione e nuova riorganizzazione del personale di Back-Office, che favoriranno un incremento delle risorse per la parte sanitaria. Il personale di Back-Office è troppo numeroso e costa troppo, bisogna ottimizzare.

La FP CGIL ha ricordato al Presidente della Regione che il personale back office corrisponde al personale amministrativo dipendente ASL, lavoratrici e lavoratori che per anni si sono formati per lavorare all’Ufficio Trattamento Economico, al Servizio Bilancio, al Servizio Economato ecc.

Quindi non accettiamo un “poi si vedrà, poi si capirà”: pretendiamo conoscere da chi e come verrà gestito il personale amministrativo.

Se i servizi verranno spostati in altre province e loro volontariamente e comprensibilmente non potranno seguirli, come verranno ricollocati in Azienda?

E in secondo luogo: quale strategia potrà essere messa in atto per potenziare e reclutare personale sanitario, dato che le domande presentate ai concorsi di ASL 1 molto spesso non raggiungono neanche i posti messi a bando?

Ad oggi la FP CGIL Imperia ritiene che per il nostro territorio troppe sono le risposte che mancano a questa Riforma, a partire da un reale potenziamento sanitario e sociosanitario periferico.

Il diritto alla cura è il principio fondamentale sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana che tutela la salute come diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Non basta investire su Case di Comunità di fatto inaugurate ma ancora vere e proprie scatole vuote.

Il personale dipendente vuole sapere se dal 1 gennaio rischia di dover ricevere richieste sul dover prestare turni di servizio ad Albenga piuttosto che Savona.

La popolazione, in prevalenza anziana, molti con pensioni minime, talvolta persone sole, senza mezzi di trasporto propri, malate, già disagiate per le carenze territoriali e di infrastrutture, vuole sapere se per un esame diagnostico che oggi viene dirottato a Savona, nel 2026 rischierebbe di doversi spostare anche a Genova o La Spezia.

Per questo la FP CGIL sarà presente nei prossimi giorni sotto il palazzo della Regione per manifestare la propria disapprovazione a quanto silenziosamente sta accadendo, e affiancherà la protesta sulla Riforma Sanità della Regione Liguria:
– allo sciopero nazionale del 10 dicembre per il settore Igiene Ambientale;
– allo sciopero generale del 12 dicembre, contro una legge di bilancio ritenuta ingiusta, per aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, dire no al riarmo, e per chiedere investimenti in sanità e istruzione”.

SEGRETARIO GENERALE FP CGIL ImperiaAlessandro Petrini

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