6 Maggio 2026 20:56

Imperia: RT, indagine sui bus a idrogeno. L’USB attacca Sanremo e Provincia: “Sono stati loro a nominare gli amministratori coinvolti”

Il coordinatore del sindacato USB, Alessandro Capitini, interviene con una nota stampa in merito alla vicenda della Corte dei Conti che coinvolge Riviera Trasporti. Il sindacato punta il dito contro Provincia e Comune di Sanremo, che hanno nominato gli amministratori coinvolti, e denuncia come i dipendenti siano stati usati “come bancomat” per coprire le perdite aziendali.

Come Sindacato USB apprendiamo non senza troppo stupore che alcuni amministratori di RT sono accusati di grave negligenza gestionale e spreco di risorse nel periodo 2013/2019 e che la corte dei conti avrebbe e noi diciamo finalmente chiesto i danni arrecati nel corso di questi anni. Ma nel quadro presentato dalla corte dei conti mancano a nostro avviso anche altre situazioni oltre l’idrogeno vedi l’acquisto e la gestione RTP o gli acquisti pagati a peso d’oro di terreni e fabbricati inutili e ancora la scelta scellerata di demolire l’unica scelta ecologica rappresentata dalla filovia, che è stata smantellata dopo anni di finanziamenti e senza le dovute autorizzazioni. Soprattutto mancano i nomi dei responsabili politici che hanno avallato tutte queste situazioni.

Quando nelle sedi sia Provinciali che Comunali i lavoratori rappresentati dal sindacato denunciavano le numerose problematiche aziendali derivanti soprattutto dall’investimento dei bus a idrogeno, tutti confermavano la loro piena fiducia e l’appoggio politico agli amministratori di RT. Ricordiamo che all’epoca la provincia era proprietaria (ora lo è al 99%) con il comune di Sanremo di RT e che sono stati loro stessi a nominare gli amministratori coinvolti e quindi oggi non possono ritenersi esonerati perlomeno dalla responsabilità politica di quello che negli anni si è verificato nel trasporto pubblico provinciale.

Oltre poi al danno erariale vogliamo ricordare che RT all’epoca aveva utilizzato vari espedienti per coprire le loro cattive gestioni come per esempio usare i dipendenti come bancomat per pagare queste situazioni, non potendo ottenere rapidamente liquidità azzerarono per diversi mesi i contratti di 2° livello a tutti i lavoratori, e successivamente a circa 160 fu bloccato per ulteriore 5 anni a seguito di una causa di lavoro che in parte è ancora in corso. Seguirono poi come nel 2018 accordi firmati dai sindacati dove si bloccavano sempre i contratti a tutti i neo assunti per 8 anni.

Ora dopo 13 anni riviera trasporti è in agonia e solo il concordato la sta tenendo in piedi insieme al sacrificio dei suoi dipendenti, unici finora a pagare. In attesa della conclusione della vicenda, auspichiamo che finalmente la verità che abbiamo sempre denunciato venga a galla e sia fatta finalmente chiarezza sulle responsabilità. Che non ci stancheremo di ripetere, sono anche e soprattutto politiche”.

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