È stata inaugurata questo pomeriggio la nuova Casa della Comunità di Taggia negli spazi della stazione ferroviaria. Presenti alla cerimonia il Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, l’Assessore Regionale alla Sanità Massimo Nicolò, il senatore Gianni Berrino, l’Assessore Regionale Marco Scajola, il sindaco di Taggia Mario Conio, i dirigenti di Asl 1 Maria Elena Galbusera, Fabrizio Polverini e Roberto Predonzani, il Prefetto di Imperia Antonio Giaccari, il Vescovo Antonio Suetta e diversi sindaci del territorio oltre ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine.
Si tratta della terza Casa di Comunità a sorgere in provincia dopo quella di Imperia e quella di Pieve di Teco
Pilastri centrali della riforma del SSN, le Case di Comunità hanno l’obiettivo di rafforzare l’assistenza sanitaria territoriale attraverso un modello organizzativo rinnovato, più inclusivo e vicino ai cittadini. Nell’intento di ampliare i servizi offerti alle città e trasformare stazioni e aree ferroviarie in veri e propri hub per il territorio, a Taggia è stato riqualificato uno spazio destinato ad attività socio-sanitarie, recuperandolo da una condizione di completo abbandono.
Si tratta della terza a essere inaugurata in Provincia di Imperia, dopo quella di Imperia (nel Palasalute) e quella di Pieve di Teco. I locali si trovano al secondo piano della struttura, su una superficie di quasi 1.600 mq. che ospitano 11 ambulatori, 3 sale d’attesa e un centro unificato per prenotazioni e accettazioni. Saranno inoltre messi a disposizione spazi per i medici di medicina generale. La struttura sarà operativa dal 29 dicembre. Il costo della realizzazione è stato di 1.600.00,00 euro, di cui 1.330.000,00 derivanti dal PNRR e 270.000,00 da fondi di Asl 1
Caratteristica importante di questo nuovo presidio sanitario è quella di nascere all’interno di una stazione ferroviaria, situazione che offre un grande vantaggio in termini di accessibilità.
Le parole del Viceministro Edoardo Rixi
“Io sono qua perché questo è un progetto che era partito insieme a Sistemi Urbani – spiega il viceministro Edoardo Rixi -, è la prima casa di comunità che viene realizzata all’interno di una stazione ferroviaria, prima era impossibile, per questo abbiamo fatto delle modifiche anche a livello normativo, è il primo caso in Italia, vuol dire anche che Regione Liguria è la prima, è l’apripista. Secondo noi è una maniera intelligente per utilizzare gli spazi a disposizione nelle stazioni, soprattutto i nuovi manufatti come questo. Questo vuol dire avere la possibilità di arrivarci col treno, di arrivare coi mezzi, di essere collegati con un territorio molto ampio e si presta bene a una politica di sanità territoriale innovativa che possa essere vicino alle esigenze delle persone e dei cittadini. Quindi io sono molto contento di essere riuscito a farlo per la prima volta nella mia regione, in particolare sulla Provincia di Imperia che è una provincia che ha bisogno di una sanità diffusa nel territorio perché è policentrica e quindi chiaramente è un modello che noi vorremmo portare avanti anche in altre aree in altre stazioni della Regione Liguria, magari anche sulle nuove linee in programmazione come ad esempio la nuova linea tra Finale e Andora dove ovviamente ci sarà anche qua lo spostamento di stazioni e si potrebbe anche lì prevedere eventualmente realizzazioni di situazioni come queste. L’altro tema è ovviamente l’estremo ponente come ad esempio Ventimiglia, ma ci sono molti spazi che potremmo riutilizzare anche oggi dati in mano al Ministero delle Infrastrutture e alla Rete Ferroviaria Italiana per dare dei servizi e creare dei centri di servizi come questi. La Casa di Comunità è il classico esempio dove si mette insieme la capacità di trasporto e di movimentazione delle persone e la generazione di un servizio come il servizio sanitario, che è un servizio generalista necessario per garantire il welfare ai nostri cittadini”.
Il commento del Presidente Marco Bucci
Un’inaugurazione che arriva in una settimana calda per la Sanità Ligure, con l’approvazione in Consiglio Regionale della nuova riforma della governance che entrerà in vigore a gennaio del prossimo anno, come sottolineato dal Presidente Bucci: “È bello dopo aver varato la legge poter subito due giorni dopo fare un’inaugurazione di una casa di comunità. Si sposa bene. Apprezzo molto quel che ha detto il viceministro poco fa dicendo che qui siamo in una stazione. Quindi pensate solo all’incrocio infrastrutturale tra l’Aurelia Bis, la stazione e la casa di comunità. L’infrastruttura che serve veramente al cittadino per spostarsi e per curarsi. È un esempio unico in Italia, il primo, ma spero che non sia l’unico, perché questo modo di lavorare recuperando le vecchie stazioni e fare dentro le vecchie stazioni la Casa di Comunità è una cosa veramente utile per il territorio. La Casa di Comunità serve per dare il primo aiuto sanitario, soprattutto per le situazioni non gravi, quelle che sono definite di bassa complessità, e questo ci aiuta moltissimo a dare un aiuto immediato ai cittadini e a fare in modo che questi non vadano al pronto soccorso andando a intasare il pronto soccorso. Quindi si ha un doppio effetto. L’altra cosa importante è poter avere qui il medico di medicina generale, il medico di famiglia, che può avere quindi l’ambulatorio qui. Possiamo avere la copertura medica per 8 ore, 12 ore o 24 ore, dipende da come viene strutturata la casa di comunità. E soprattutto ci dà la possibilità di trovarlo sempre il medico di famiglia, anche se non è quello che abbiamo deciso che sia il nostro. Quindi la cosa funziona molto bene in un ambiente comunitario come sono ad esempio i centri abitati inferiori ai 10.000 persone, ma anche nei centri abitati grossi. A Genova abbiamo aperto le case comunità e siccome, come sapete, Genova è logisticamente complessa, hanno avuto subito un grandissimo successo. Quindi questo è il modo giusto di fare medicina sul territorio e salute sul territorio. Aggiungo anche che ovviamente le case di comunità sono tutte collegate in via digitale questo è importantissimo per la telemedicina e il teleconsulto. Quindi da qui sarà possibile prendere i consulti e fare telemedicina anche con medici e specialisti che sono in ospedale, anche se non sono qui presenti, però con l’aiuto del personale qui si possono fare queste cose per i pazienti. Quindi siamo a un livello molto moderno e molto avanzato di health care cioè di cura della salute. Questo non fa altro che dare visibilità al nostro territorio. Concludo dicendovi che siamo famosi per avere un’alta qualità di vita in Liguria e soprattutto qui nel Ponente. Non può esserci alta qualità di vita se non c’è un’alta qualità di sanità. Quindi le due cose devono andare a braccetto e noi ci stiamo impegnando per questo“.
A proposito del progetto di realizzazione dell’Ospedale Unico che sorgerà a Taggia il Presidente Bucci ha quindi aggiunto: “Abbiamo avuto un’offerta, come penso sappiate, ormai è pubblico e stiamo proseguendo l’iter per formalizzare l’offerta“.
Nel dettaglio, la Casa della Comunita Spoke, operativa 6/7 H12 a partire da lunedì 29 dicembre, prevede:
- · il Punto Unico di Accesso sociosanitario integrato con i servizi sociali dei Comuni (PUA);
- · lo Sportello Polifunzionale con sistema integrato di prenotazione collegato al CUP aziendale;
- · servizi di Cure Primarie erogati da equipe multi professionali;
- · servizio di Assistenza Domiciliare Integrata;
- · servizi di specialistica ambulatoriale per le patologie ad elevata prevalenza;
- · servizi infermieristici;
- · servizi diagnostici di base;
- · continuità assistenziale;
- · punto prelievi;
- · partecipazione della comunità e del terzo settore e valorizzazione della co-produzione.
All’interno della Cdc opereranno, inoltre, i seguenti professionisti:
- · il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta – per le rispettive competenze, sono i responsabili clinici dei pazienti. In quanto titolare del rapporto di fiducia con il singolo assistito, il medico di medicina generale/il pediatra è il referente principale per gli aspetti diagnostico-terapeutici in tutte le fasi della vita ed e altresì il referente clinico per le attività che garantisce presso la Casa della Comunità. Gestisce i propri pazienti, richiede l’intervento dei vari professionisti della Casa della Comunità, predispone il piano terapeutico e lo modifica, valuta e prescrive visite specialistiche e accertamenti diagnostici, considerando anche i riscontri e le valutazioni della equipe multidisciplinare che con il paziente ha un rapporto frequente e costante.
- · l’IFeC – è la figura professionale che assicura l’assistenza infermieristica a diversi livelli di complessità in collaborazione con tutti i professionisti presenti nella Casa della Comunità in cui opera, perseguendo l’integrazione interdisciplinare, sanitaria e sociale dei servizi e dei professionisti e ponendo al centro la persona e la sua rete familiare e di comunità.
“L’inaugurazione della Casa della Comunità di Taggia è un ulteriore passo avanti nell’attuazione del modello di sanità territoriale previsto dal PNRR e sostenuto da Regione Liguria – sottolinea Massimo Nicolò, assessore alla Sanità di Regione Liguria – Con questa struttura si rafforza in modo concreto l’assistenza di prossimità: una sanità vicina alle persone è la risposta più efficace alle sfide presenti e future del nostro sistema sanitario. Le Case della Comunità sono uno strumento fondamentale per migliorare la presa in carico dei cittadini, in particolare dei pazienti cronici e fragili, favorendo l’integrazione tra servizi sanitari, sociali e professionisti del territorio”.
“Inauguriamo oggi – afferma il sindaco di Taggia, Mario Conio – un presidio sociosanitario di straordinaria importanza per la nostra comunità e per l’intero territorio. Con questo progetto abbiamo restituito vita e funzione a spazi che per troppo tempo erano rimasti inutilizzati, trasformandoli in un luogo dedicato all’erogazione di servizi sanitari primari, accessibili a tutti i cittadini. La Casa della Comunità è oggi una realtà concreta: ambienti ampi e accoglienti, ambulatori moderni, servizi di qualità collocati in una posizione centrale e strategica, baricentrica rispetto al nostro comune e ai centri limitrofi. Si tratta di una struttura che interpreta al meglio la nuova strategia sociosanitaria, anche in vista del futuro nuovo ospedale che sorgerà poco distante, a nord della stazione ferroviaria. Questo presidio rappresenta un passo fondamentale verso un modello di sanità più vicino alle persone, capace di ascoltare, prevenire e accompagnare i bisogni della popolazione con servizi efficienti e integrati. È un investimento sul benessere della nostra comunità e sulla qualità della vita dei cittadini. Desidero rivolgere – prosegue il primo cittadino di Taggia – un ringraziamento doveroso ad Asl 1 Imperiese per il lavoro svolto, per l’organizzazione degli ambulatori e per l’attivazione di servizi essenziali che daranno risposte concrete e immediate alle esigenze del territorio. Un sentito grazie anche al Gruppo FS Italiane, in particolare a FS Sistemi Urbani e Rete Ferroviaria Italiana, per aver concesso in comodato gratuito questi spazi, dimostrando una grande sensibilità e una visione condivisa sul valore della collaborazione tra enti pubblici. Oggi consegniamo alla cittadinanza un luogo che guarda al futuro, un simbolo di rigenerazione urbana e di cura, un tassello fondamentale per costruire una comunità più forte, più sana e più vicina ai bisogni di tutti”.
“Stiamo proseguendo nell’obiettivo primario di potenziare l’assistenza sanitaria sul territorio – conclude il direttore generale di Asl 1 Maria Elena Galbusera – attraverso una serie di strumenti, come Case della Comunità e gli Ospedali della Comunità, che rappresentano i pilastri del percorso di avvicinamento all’utenza del nostro lavoro quotidiano di professionisti della sanità, per dare risposte rapide e concrete a chi ne ha bisogno. Rinnovo ancora i miei ringraziamenti a RFI, Fs Sistemi Urbani, Ferservizi, Regione Liguria e Comune di Taggia, per la disponibilità nell’affiancarci e sostenerci nella sfida che riguarda la sanità di oggi e attende la sanità del domani”.
A cura di Matteo Cantagallo






