Dopo Regione Piemonte, Regione Liguria e Arpal, ora anche il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha richiesto integrazioni sostanziali al progetto della variante Armo-Cantarana. La Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale ha inviato ad Anas una richiesta articolata che tocca praticamente tutti gli aspetti del progetto.
Documentazione obsoleta e lacune tecniche
Il Ministero ha riscontrato “una carenza della documentazione tecnica, con analisi specialistiche come quelle geotecniche ormai obsolete“. Viene quindi richiesto ad Anas di procedere a un “aggiornamento generale del progetto” e di pubblicare la documentazione in maniera ordinata senza ripetizioni.
Particolare attenzione viene posta sui dati relativi alla biodiversità: i rilievi utilizzati risalgono al 2011, quindi “circa 14 anni fa”. Il Ministero chiede aggiornamenti completi, soprattutto per “chirotteri, anfibi e zone umide” e per la “flora tipica degli ambienti ripari“.
Il Ministero, tra le altre cose, chiede di chiarire se i piloni dei viadotti siano previsti o meno in alveo. Nel documento si sottolinea che il progetto prevede “almeno 7 attraversamenti di altrettanti rii con viadotti” e che “le eventuali pile non possono essere collocate in alveo e devono essere poste al di fuori delle sponde incise”.
Sul fronte paesaggistico, non essendo presente “alcun elaborato di dettaglio” che mostri come le opere verranno effettivamente realizzate, il Ministero chiede di produrre “elaborazioni grafiche e fotografiche rappresentative dell’inserimento delle nuove opere nel contesto“, soprattutto in corrispondenza degli svincoli di Acquetico e Armo.
I tempi della risposta
Anas ha venti giorni dalla ricezione della richiesta per fornire la documentazione integrativa. Prima della scadenza, l’azienda può presentare una richiesta motivata di proroga. Se la documentazione non dovesse arrivare entro i termini, la Commissione procederà all’archiviazione del procedimento.






