IMPERIA. RAFFICA DI DIVIETI A MONESI. INTERVISTA AL CONSIGLIERE DELEGATO ALBERTI: “VI SPIEGO IL PERCHÈ DELL’ORDINANZA…”

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Sta facendo molto discutere l’ordinanza del Comune di Triora che vieta a Monesi, unica stazione sciistica operativa in provincia di Imperia, pratiche sportive diffusissime come sci alpinismo, sci fuoripista, arrampicata su roccia e “ciaspolate”. A riguardo ImperiaPost ha contattato il consigliere del Comune di Triora con delega a Monesi Cristian Alberti.

L’ordinanza è stata emessa in quanto prescritta dalla Regione Liguria con provvedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale – spiega Alberti – Purtroppo sono prescrizioni vincolanti se si vogliono aprire gli impianti. Non abbiamo potuto non farla, perché diversamente non si potrebbe aprire neanche la seggiovia e non si potrebbe portare avanti nessun progetto di alcun nuovo impianto. Considerato che effettivamente quasi la metà delle persone che vanno nel mini comprensorio sciistico fanno fuori pista o sci alpinismo o ciaspolano e che nella realtà è uno dei posti più sicuri dell’intero arco alpino è un bel problema più che altro perché rischia di diventare una ulteriore penalizzazione sotto l’aspetto economico per le attività esistenti in loco“.

Siamo ben consapevoli che la problematica sia grave e di non semplice risoluzione, ci siamo attivati e abbiamo già avuto diversi incontri, il CAI predisporrà una relazione dettagliata nella quale esporrà le perplessità dal punto di visto tecnico (rischio marcata 3). Relativamente allo svernamento del gallo forcello si dovrebbero ottenere la prossima settimana i dati degli anni precedenti relativi al censimento del gallo forcello con i quali si spera di poter dimostrare che una normale attività fuori pista non danneggia il ripopolamento del gallo stesso, purtroppo non sarà semplice e temo neanche breve, l’obiettivo è far capire che le prescrizioni dettate da tali provvedimenti non hanno alcun senso soprattutto perchè viste sotto l’aspetto della tutela ambientale, se vi sono delle piccole zone vanno perimetrate su cartografia ed i divieti vanno eventualmente limitati a tali zone”.

Stiamo anche valutando di consultare un legale esperto nel settore per un incontro con i funzionari regionali e per la redazione di una eventuale memoria tecnica, ma ad oggi non abbiamo alcuna risorsa economica da spendere in tal senso. Purtroppo la risoluzione al problema temo non sarà breve, appena avremo qualche prima notizia in merito se necessario convocheremo un incontro pubblico, prima però dobbiamo almeno avere delle basi certe su cui lavorare. Ti allego i file relativi ai provvedimenti di valutazione di impatto ambientale con le parti interessate evidenziate”.