13 Maggio 2026 19:39

Campana dei bambini non nati, Spiraglio Imperiese rilancia la protesta domenica 11 gennaio: “No al dialogo con chi nega diritti fondamentali”

Il collettivo studentesco Spiraglio Imperiese torna nelle strade di Sanremo domani 11 gennaio alle 19,30 per protestare nuovamente contro l’iniziativa della Campana dei bambini non nati, promossa dal vescovo di Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta.

Scrive il collettivo: “Domenica 11 gennaio saremo di nuovo nelle strade di Sanremo. Non intendiamo abbandonare la lotta dopo un’unica dimostrazione, né proporci come guida della mobilitazione sul territorio senza averlo mai abitato prima.

Noi, il territorio, lo attraversiamo quotidianamente. Percorriamo le sue strade ogni sera, con gli occhi bene aperti e le chiavi strette nel pugno. Ne conosciamo bene le scuole, dove la nostra salute riproduttiva è trattata come scandalo o taboo; ne conosciamo consultori e ospedali, dove lo smantellamento sistemico della sanità pubblica e la mancanza di sforzi verso l’accessibilità vanno a braccetto. Ne conosciamo le panchine davanti alle chiese, le mani dietro a cui si celano bisbigli, le decine di paia di occhi puntati su di noi.

Ogni volta che ce n’è bisogno, di questo territorio attraversiamo strade e piazze: le nostre iniziative non sono calate dall’alto, non rappresentano un’occasione rara, non rispondono ai comandi di nessun partito e ai comandamenti di nessun Dio, ma solo alla nostra morale e alle nostre necessità: necessità di persone che vivono questi spazi sulla propria pelle.

Vogliamo ribadire che i dettami della Chiesa non hanno spazio tra le leggi di uno Stato laico, né negli standards of care di un ospedale; non hanno spazio laddove l’unica giudice è la libertà di autodeterminazione. Alle provocazioni, rispondiamo senza slogan: non abbiamo paura di definirci “pro aborto”, perché siamo forti di secoli di studi e secoli di lotte alle nostre spalle.

Non vogliamo un tavolo di dialogo con chi vorrebbe negarci diritti fondamentali, perché significherebbe legittimare quella posizione ed equipararla alla nostra; non pretendiamo che il vescovo Suetta “cambi idea”, sarebbe inutile e controproducente.

Pretendiamo però che, a prescindere da qualsiasi vessillo e qualsiasi bandiera si scelga di sventolare, i corpi altrui vengano lasciati liberi da imposizioni e dogmi, così come da giudizi pubblici e tentativi di colpevolizzazione. Rifiutiamo che le donne e le persone capaci di concepire che scelgono di abortire vengano messə alla pubblica gogna, additatə come assassinə, dipintə come peccatori e peccatrici.

Alle esternazioni colpevolizzanti della curia, al suo catechismo di oppressione, che educa alla colpa e alla vergogna, vogliamo contrapporre una messa tutta nostra, una messa di rispetto e liberazione.

Anche noi preghiamo, non per il controllo sui corpi altrui, ma per la libertà di tuttə; e poiché non ci aspettiamo che le nostre preghiere si realizzino per concessione, saremo noi stessə ad accoglierle e a lottare per realizzarle, con rabbia e rumore”.

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