Con Sentenza n. 59 del 20 gennaio 2026, su ricorso delle associazioni ambientaliste LAC, LAV, LIPU, LNDC, ENPA e WWF , patrocinate dall’avv. Claudio Linzola, i giudici amministrativi hanno dichiarato illegittima la deliberazione della giunta regionale n. 335 del 10 luglio scorso, proposta dal presidente Bucci, con cui si prevedeva, in deroga alla normativa statale, di consentire l’abbattimento a scopo ricreativo di 25.984 esemplari di fringuello ed 11.058 esemplari di storno.
Esultano le associazioni animaliste: “Sarebbe stata una barbarie ingiustificabile sotto ogni punto di vista“
“Nel caso di specie la Regione – si legge nella sentenza del TAR -, nella deliberazione di giunta regionale n. 335/2025, non ha evidenziato alcuna circostanza speciale che giustifichi il prelievo venatorio a fini amatoriali di specie protette, che non possa essere soddisfatta altrimenti, ovvero mediante il prelievo venatorio di specie non protette ”
“Una vergogna giustificata, a suo tempo, come uno “sfruttamento giudizioso di una piccola quantità di animali, in condizioni rigidamente controllate” – commenta la LAC – a dispetto degli organici della vigilanza venatoria ridotti al lumicino in Liguria.
Regione Liguria è stata, inoltre, condannata al pagamento delle spese di giudizio delle associazioni ricorrenti, oltre alle spese generali, per un totale di circa 6.500 euro.
Il 17 febbraio 2025 sette associazioni per la protezione della fauna e dell’ambiente avevano scritto al presidente della Regione Marco Bucci (senza ottenere risposta), evidenziando quanto le motivazioni che erano state prefigurate per tale deroga fossero a loro dire “forzate e surreali, con inverosimili richiami al ‘patrimonio di folclore’, ai ‘piatti tradizionali della cucina rurale ligure’ o finanche la rivitalizzazione ‘della sofferente ruralità ligure’ e il salvataggio dei vecchi muri a secco abbandonati.”
“Sarebbe stata una barbarie ingiustificabile sotto ogni punto di vista – prosegue la LAC -: basti pensare che un fringuello pesa meno della cartuccia utilizzata per ucciderlo. Mai si erano visti dei ricettari di cucina adottati a motivazione di un atto amministrativo!
La caccia a queste specie protette nulla a che fare col patrimonio culturale e la tradizione rurale della Liguria e del resto d’Italia, congiuntamente al fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini della Liguria ormai da anni condanna e disprezza queste forme di discutibile ‘divertimento’, che non sono solo di una crudeltà inaudita, ma rappresentano una pura aggressione al patrimonio naturale. Fringuelli e storni sono specie non cacciabili in Italia in base alle vigenti disposizioni venatorie nazionali ed europee. La stessa Corte di Giustizia Europea nel 2021 ha condannato l’utilizzo delle deroghe censurando le tradizioni come giustificazione per la loro adozione”, conclude la LAC.






