Questa mattina, 27 gennaio 2026, davanti al collegio del Tribunale di Imperia, è stata letta la sentenza inerente al procedimento a carico di un uomo di 50 anni accusato di violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne.
Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero aveva chiesto per l’imputato una condanna a 28 anni di reclusione e il collegio, presiediuto dal giudice Carlo Alberti Indellicati, alla fine ha dichiarato l’imputato responsabile dei reati a lui ascritti, unificati dal vincolo della continuazione e ha optato per una condanna a 17 anni di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici, la perdita della responsabilità genitoriale e il risarcimento del danno in favore della parte civile liquidando a titolo di provvisionale la somma di 25.000 euro, oltre al rimborso delle spese processuali.
La vicenda giudiziaria
Secondo quanto emerso nel corso del processo, gli abusi si sarebbero protratti per sette anni, dal 2015 al 2022, all’interno delle mura domestiche. Le violenze, sempre stando all’impianto accusatorio, sarebbero iniziate quando la ragazza non aveva ancora compiuto dieci anni, approfittando della sua condizione di particolare vulnerabilità. In alcuni casi gli episodi sarebbero avvenuti mentre la minore si trovava a letto e dormiva, impedendole qualsiasi possibilità di difesa.
All’uomo vengono contestate anche accuse di detenzione di materiale pedopornografico, oltre all’aggravante legata alla giovane età della vittima al momento dei fatti.
A far emergere la situazione sarebbero stati gli insegnanti della ragazza, insospettiti da alcuni comportamenti ritenuti anomali e dalle frequenti assenze scolastiche. Uno di loro, in particolare, avrebbe approfondito la situazione fino a ricostruire quanto stava accadendo, arrivando infine a segnalare i fatti alle autorità competenti.
Il processo si è svolto davanti al collegio presieduto dal giudice Carlo Alberti Indellicati, affiancato dai giudici a latere Francesca Eleonora Chiara Di Naro e Antonio Romano. La difesa dell’imputato è affidata all’avvocato Sandro Lombardi.






